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POLITICA PROVINCIA DI ROVIGO

Fine dei giochi: il Pd è tutto di Angelo Zanellato. Scompare la minoranza

Sancita dal congresso provinciale del Partito democratico la segreteria. La presidenza dell'assemblea provinciale viene affidata a Patrizio Bernardinello

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ROVIGO - Nessuna cannoneggiata, nessuna voce fuori dal coro, nessun confronto, il congresso provinciale del Partito democratico è stata l'occasione per augurare buon lavoro al segretario eletto Angelo Zanellano ed al neo presidente del partito Patrizio Bernardinello che ha sostituito Nello Chendi.
Il nuovo tesoriere è Paolo Saggia, la commissione di garanzia è formata da Anna Osti, presidente, e da Dante Buson, Pierpaolo Fabris, Francesco Nocera e Rossana Zagato. Rimarranno in carica fino al 2026.


In un salone del grano non proprio affollato, a fronte dei 1070 iscritti al partito ed i 760 elettori per la segreteria provinciale, una ventina di ospiti del partito hanno portato i propri saluti e ringraziato dell'invito. Tra questi i rappresentanti delle sigle sindacali, della scuola, del mondo delle attività produttive, della politica. L'assenza del sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo per un saluto istituzionale o di cortesia, così come di un suo delegato, non ha rovinato la giornata ai democratici in sala, per lo più già convinti che dal Comune di Rovigo non si sarebbe fatto vedere nessuno, benchè fosse stato inserito a programma l'intervento proprio di Gaffeo.

Oltre alla scelta di non condividere l'elezione, scontata, di Angelo Zanellato, è emerso chiaramente che la parte malpancista, piuttosto che decidere di competere per il congresso provinciale, e nel caso di sconfitta affrontare il ruolo di minoranza critica, ha deciso di autoescludersi.

591 i voti a favore di Zanellato, 780 gli iscritti che si sono presentati ai congressi locali, 168 hanno espresso scheda bianca per non votare Zanellato, 20 non hanno nemmeno voluto la scheda per il provinciale in aperto contrasto, 1  scheda è stata annullata, 200, circa, i nuovi tesserati al partito in vista del congresso, sono i numeri di una consultazione scontata che ha eletto l'unico candidato, ma da cui, la parte che avrebbe potuto rappresentare una minoranza del partito, si è defilata, sapendo che non avrebbe avuto i numeri per vincere.

Questo gruppo di iscritti, piuttosto che "contarsi" ha preferito non giocare con le regole della democrazia interna al partito ed oggi, critica e si lamenta.

Se Zanellato sarà alla guida di un contenitore politico scollato dall'azione amministrativa degli amministratori di centrosinistra si vedrà a breve, di sicuro qualche preoccupazione il segretario provinciale del Pd di Rovigo la deve avere se, nella sua relazione per il congresso, ha aperto le porte dell'assemblea provinciale ai sindaci dei due maggiori comuni della Provincia, Rovigo ed Adria.
Lui la proposta l'ha fatta, ore se Gaffeo ed Omar Barbierato non aderiranno non sarà sua responsabilità, sembra essere il senso della offerta lanciata alla platea. Un cambio di "stile", dalle richieste a muso duro di rappresentanza in giunta dei primi giorni di segreteria provinciale con cui Zanellato si è presentato, inutilmente, al primo cittadino del capoluogo, non riconoscendo gli assessori Pd dell'esecutivo Gaffeo in quanto non nominati da lui, alla richiesta di partecipazione ai lavori del partito senza cui il centrosinistra non esisterebbe.

"La politica è una bella cosa - ha affermato il deputato azzurro Piergiorgio Cortelazzo di Forza Italia dal tavolo dei lavori Pd, scherzando sui tempi della conoscenza reciproca tra i banchi del Consiglio regionale Veneto, intervenuto a Rovigo con il vicario del partito Andrea Bimbatti - Mi rappresenta in maniera positiva. Politica e’ tutto e c’è dappertutto. Non c'è nessuna vergogna nel fare politica.

Rappresentare un partito, così come essere invitato all’insediamento di una segreteria di un partito diverso, è una cosa che mi fa piacere. Dopo 30 anni in politica una cosa che ho ben chiara è che ciò che conta davvero non sono le maggioranze o le minoranze, i trend di crescita o decrescita nei partiti, ma i territori che rappresentiamo e come cambiano i territori in materia di economia, lavoro, servizi, grazie all'azione politica.

Non deve passare l’idea che civismo è purezza e politica è qualcosa d’altro, perchè è semplicemente falso" ha concluso Cortelazzo.

Anche Arianna Corroppoli di Italia Viva, intervenuta insieme ad Adino Rossi, alleata alle provinciali con Forza Italia per il consiglio ed indirettamente con la lista del Pd per il presidente, ha voluto augurare buon lavoro a Zanellato ringraziando per l'invito: "gli amministratori tentennanti su che bandiera vestire danneggiano i partiti di appartenenza - ha affermato Corroppoli senza citare i problemi vissuti con Leonardo Raito - ma anche il Polesine.

Grazie ai loro accordi menzogneri cercano di amministrare il potere. Vengono ora messi ai margini del dibattito politico possibile" ha concluso Corroppoli riferendosi, ancora senza citarli, al gruppo di amministratori Pd e Lega che insieme ai civici hanno stravinto la Provincia di Rovigo.

"Più partiti e meno falso civismo, più spirito repubblicano anche in Polesine" ha concluso Corroppoli auspicando "rapporti chiari tra forze politiche adulte".

Se dal Pd sembra chiara la pretesa del rispetto politico per il partito, e per l'esperienza democratica del congresso, dall'altro la nuova guida non ha presentato un cambio di passo con il passato, salvo annunciare che verranno organizzati incontri, stile Agorà, per favorire il dialogo tra le parti. Il problema sarà quindi: ci sarà la controparte?
Articolo di Sabato 8 Gennaio 2022

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