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SALUTE E BENESSERE

Ma il Ferro è così importante in alimentazione?

Il dott. Fulvio Fiorini primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana specializzato in Scienza dell’alimentazione affronta l'importanza di un microelento presente in piccole quantità in tutti i tessuti animali e vegetali

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ROVIGO - L’alimentazione è un processo complesso ed articolato che prevede l’assunzione ed assorbimento di un numero molto elevato di sostanze, alcune delle quali molto importanti, anche se necessarie in piccola quantità: in questo caso si parla di microelementi.

Il ferro, con simbolo chimico Fe, è un microelemento, presente nell’organismo in piccole quantità, mediamente 4-5 grammi (di cui i 3/4 sono presenti nell’emoglobina, ovvero la proteina che trasporta l’ossigeno dai polmoni al resto del corpo). Si trova in piccole quantità in tutti i tessuti animali e vegetali: i cibi che ne sono più ricchi sono fegato e frattaglie in generale, carne, pesce, tuorlo d’uovo. Tra i vegetali ne contengono una discreta quota le verdure a foglia verde scuro (es. i famosi spinaci), i legumi, la frutta secca e il cioccolato. È da ricordare che la forma di ferro presente negli alimenti di origine vegetale e nelle uova è meno assorbibile rispetto a quella dei cibi di origine animale perché deve essere “attivato”. L’acido citrico e la vitamina C aiutano questa attivazione (in chimica si parla di “riduzione” del ferro da ferrico a ferroso) e quindi per aumentarne l’assorbimento è consigliabile aggiungere limone su carne, pesce e verdure.

Il fabbisogno di ferro varia a seconda dell’età, del sesso, e aumenta in caso di gravidanza e allattamento. Se, infatti, il fabbisogno di un bambino si aggira intorno ai 7-9 mg giornalieri, un uomo adulto necessita di 10/12 milligrammi al giorno e una donna di circa 18 mg, soprattutto se allatta. Per la gestante il fabbisogno sale invece a 30 mg al giorno.
Se si assume una dieta povera di Fe o peggio aumentano le perdite dall’organismo, i suoi livelli nel corpo si abbassano e si sviluppa una carenza. In seguito a questa carenza, il corpo produce una minore quantità di globuli rossi sani dando luogo a una patologia chiamata anemia sideropenica caratterizzata da un riduzione del numero dei globuli rossi che sono oltretutto più piccoli.

La carenza di ferro è un problema molto trascurato, frequentemente non diagnosticato, anche se colpisce un terzo della popolazione mondiale e nei Paesi industrializzati il 2%-4% delle persone soffre di anemia da carenza di ferro o sideropenica: la sua diagnosi è piuttosto semplice con i normali esami ematici tramite la valutazione della ferritina, indice delle riserve corporee di ferro, e la saturazione e della transferrina, indice della biodisponibilità ematica del ferro al fine di soddisfare le richieste dell’organismo.
Come si diceva pocanzi la carenza di ferro è così comune che almeno il 75% dei casi di anemia post-chirurgica sono imputabili a carenza di ferro, circa il 60% dei pazienti portatori di malattia renale cronica sono affetti da anemia sideropenica e circa il 50% dei pazienti affetti da scompenso cardiaco hanno una carenza marziale. L’astenia e altri sintomi della carenza di ferro possono anche ridurre la qualità della vita, la capacità di concentrazione e la produttività sul lavoro.

I sintomi della carenza di ferro sono svariati: uno dei segni principali è il senso di spossatezza dovuta alla minore capacità del sangue di trasportare l’ossigeno in tutto il corpo: altri segni di carenza di ferro e conseguente anemia sideropenica includono un aspetto pallido e la precoce perdita di concentrazione. Il ferro risulta particolarmente importante in alcune fasi della vita, in primo luogo durante la crescita e l’infanzia, mentre nell’età adulta, per la donna e per gli sportivi.
Come si è già accennato, il ferro è indispensabile perché tutti gli organi lavorino in modo corretto, particolarmente quando si stanno formando. Durante la gravidanza il bimbo ha bisogno di assumere ferro sia per svilupparsi nell’utero sia per crescere una volta venuto alla luce e lo fa attingendo alle riserve della mamma da te. Con la crescita, il fabbisogno di ferro del bimbo cambia: infatti durante i primi 4-6 mesi di vita utilizza il ferro che ha immagazzinato in fase uterina, mentre successivamente ne ha bisogno con la dieta. La crescita che il bimbo presenta nei primi quattro mesi è impressionante: infatti l'aumento di peso del neonato è quantificabile in 150-200 grammi alla settimana, ritmo che lo porta normalmente a raddoppiare il proprio peso entro il quarto mese di vita. La continua crescita dei primi anni di vita deve essere supportata da una dieta sana e il ferro ne è un componente importante: ciò permette uno sviluppo armonico anche del sistema nervoso e cognitivo che permette al bimbo ogni giorno di “imparare”.
Prima che tu te ne accorga, il tuo bambino è passato dall’essere un bimbo piccolo all’essere un adolescente pieno di ormoni. Gli sbalzi di umore degli adolescenti sono in parte il risultato di rapidi cambiamenti nel loro corpo. La crescita accelerata, gli sport scolastici, le prime mestruazioni e il fatto che inizino a gestire la propria dieta (diventare vegetariani/mettersi a dieta), tutto ciò potrebbe anche incidere sui livelli di ferro.

Nella prossima puntata focalizzeremo quella che è l’importanza del ferro nell’adolescente e nell’adulto, in particolare nella donna.

dott. Fulvio Fiorini
primario di Nefrologia e Dialisi dell’Ulss 5 Polesana
specializzato in Scienza dell’alimentazione
Articolo di Domenica 9 Gennaio 2022

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