POLITICA ROVIGO
All’unanimità del regionale Graziano Azzalin rimane iscritto al Pd: “Ha agito per aumentare il consenso del partito”
La Commissione regionale di garanzia del Partito democratico del Veneto accoglie il ricorso del vice presidente della Provincia di Rovigo: “È il terzo schiaffo in poche settimane, il segretario Zanellato dovrebbe aver già firmato la lettera di dimissioni"
0Succede a:



“Non avevo dubbi sulla bontà delle mie ragioni e adesso, di fronte a una decisione della Commissione regionale di garanzia, chi mi ha accusato di tutto, e a sproposito, dovrebbe chiedere scusa e ammettere di avere sbagliato - afferma soddisfatto il vice presidente della Provincia di Rovigo Graziano Azzalin - Nel giro di poche settimane le scelte del segretario Angelo Zanellato sono state sconfessate, con un triplice schiaffo: prima la debacle alle elezioni provinciali (LEGGI ARTICOLO), poi un congresso anonimo per pochi intimi con ricorsi e soppressione di circoli, adesso il verdetto della Commissione regionale. Se il Segretario avesse un minimo di dignità e consapevolezza politica avrebbe già firmato le dimissioni. Sempre che sia interessato al bene comune del partito e non al proprio. E chi lo ha spalleggiato dovrebbe come minimo farsi qualche domanda. Non retorica”.
Graziano Azzalin continuerà quindi ad essere un consigliere comunale del Pd a Rovigo ed il partito potrà contare sul Vice Presidente della Provincia avendo ricevuto accoglimento per tutti e tre i ricorsi presentati: i primi due, prettamente tecnici, hanno trovato accoglimento evidenziano gravi anomalie procedurali nella condotta del partito da parte del segretario Zanellato nella fase della composizione della lista per le elezioni provinciali e nella successiva riunione della Commissione di garanzia provinciale, il terzo, di natura politica, evidenzia come la condotta di Azzalin sia stata per il bene del partito, non per tradirne lo statuto (LEGGI ARTICOLO).
“Ero certo sull’esito: avevo ricevuto la notizia della mia decadenza senza essere stato previamente informato dell’esistenza di un procedimento nei miei confronti, né sono stato ascoltato, tutte le norme procedurali previste per le sanzioni disciplinari bypassate, il mio diritto alla difesa completamente cancellato - commenta Azzalin - Mi fa piacere che nelle motivazioni del terzo ricorso si evidenzi come il provvedimento disciplinare assunto dalla Commissione di garanzia provinciale appaia “strumentale al raggiungimento di fini politici” e che la mia candidatura in Provincia “appare mossa più dalla volontà di favorire l’ampliamento dei consensi verso il Partito democratico che da quella di avvantaggiare altri partiti”.
Questa vicenda è esemplificativa degli errori a ripetizione fatti negli ultimi mesi e l’esito del congresso provinciale ne è la riprova: l’assise finale sembrava la riunione di un condominio, di un piccolo condominio anziché di quello che fino a poco tempo fa era il principale partito del Polesine. Un partito - attacca Azzalin - che è da ricostruire dalle fondamenta.
Segnali di vivacità da chi ha fatto la storia del Partito democratico e di chi costituisce l’ossatura politica sul territorio, in primis gli amministratori locali, ci sono, così come la voglia di partecipazione, finora negata da chi ha le redini del Pd rodigino e lo sta condannando all’irrilevanza politica”.
Articolo di Martedì 11 Gennaio 2022
Crea un profilo personale e accedi a una serie di servizi esclusivi su RovigoOggi.it




