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AUTODROMO ADRIA

Questione Autodromo Adria, Lamberto Cavallari: "Io non do ragione a nessuno; si capisca meglio com'è la situazione"

Durante il consiglio comunale di mercoledì 26 gennaio l'ex candidato sindaco di Adria (Rovigo) ha dato lezione all'amministrazione comunale su quale fosse la storia della struttura e quali sarebbero i punti d'andare a toccare per capire come e se riaprirà

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ADRIA (Rovigo) - Nella serata di mercoledì 26 gennaio si è svolto un consiglio comunale ad Adria con il primo punto all'ordine del giorno che è andato a toccare l'argomento dell'Autodromo di Adria e la sua temporanea chiusura. Una situazione inaspettata da molti e che ha scosso non solo il mondo politico, ma soprattutto quello imprenditoriale ed economico del territorio rodigino. 

Ad intrdurre l'argomento è stato il sindaco Omar Barbierato, che sostanzialmente non aveva particolari novità, se non quelle di aver contattato da subito prefetto e viceprefetto di Rovigo: "C'è stato un grave accadimento per tutta la provincia di Rovigo. Ho contattato subito il prefetto Clemente Di Nuzzo.

Un problema che riguarda il lavoro e tutto l'indotto che portava l'apertura dell'autodromo. Sono stato proprio con il Prefetto che sta cercando di capire come affrontare la situazione; a breve lo stesso farà svolgere un tavolo per i portatori d'interesse: da una parte il curatore fallimentare e dall'altra se ci sono soggetti pronti a dare continuità di gestione".

Sottolineando poi: "Chiaramente la situazione è in divenire, proprio perchè il prefetto e viceprefetto stanno ascoltando tutte le figure coinvolte; inoltre ho parlato con l'assessore regionale Cristiano Corazzari per informarlo su tutta la situazione in essere". 

Ma è il consigliere comunale Lamberto Cavallari, pienamente informato sulla questione, che ha dato lezione alla maggioranza sullo stato della situazione e su cosa si dovrebbe premere in questo momento: "Stiamo parlando di una vicenda molto complessa, credo che quello che dobbiamo fare è capire cosa succederà nelle prossime settimane. Una storia che parte da molto lontano, quando la famiglia Altoè (veri visionari); dopo aver comprato vari terreni a Cavanella Po decise di costruire questa struttura grazie ad un finanziamento privato.

Adria non ha rubato l'autodromo a Cavarzere, perchè il bando regionale, allora in essere, è stato vinto da Verona, ma mai costruito. Decidono di fare un autodromo non per formula uno, ma per serie minori, che potesse attirare un pubblico ancora maggiore. Ricordo che in Italia ci sono 14 autodromi totali; il nostro doveva essere l'autodromo del Veneto".

In seguito il consigliere comunale dò dettagli sulle varie vicende che si sono susseguite tra le varie società che hanno gestito, o che hanno avuto in proprietà l'autodromo di Adria, specificando che, alla fine, il problema è ancora irrisolto. "Mi lascia un po' perplesso che proprio prima del campionato del mondo di rally arrivi il curatore fallimentare, ma ho comunque fiducia nella giustizia, sono un garantista e non patteggio per nessuno, ma voglio solo chiarezza".

Aggiungendo: "Ci ricordiamo delle cose belle quando non ci sono più e l'autodromo ne è una chiara prova. Chiedo a lei sindaco di impegnarsi di più e di capire effettivamente quale sia lo stato delle cose; in quanto se non si capisce quali sono le proprietà e le gestioni, non si capirà mai come potrà riaprire questa struttura". 

Anche il consigliere Paolo Baruffaldi ha chiarito: "Dispiace che si parli dell'autodromo di Adria solo in questo momento. Diciamocelo, è tutt'ora l'unica vera e reale forma di turismo di Adria; in quanto c'era un giro di persone che nessun'altra attrattiva polesana poteva portare. Questa struttura merita una gestione importante. L'autodromo è completamente illuminato e si può gareggiare anche in notturna. Ricordo inoltre che il cartodromo non è a livello italiano, ma a livello mondiale, con piloti di fama internazionale che vengono apposta ad Adria. Una struttura unica in Italia e in tutta Europa".
 
In seguito un consigliere di maggioranza, Simone Donà, ha preso la parola: "Si spera che nei prossimi giorni si possa avere qualche informazione in più rispetto a quanto sta accadendo e come è messa la questione; bisogna stare sul pezzo e capire se si può arrivare a una soluzione riaprendo con le stesse caratteristiche di questi ultimi anni". 

Infine Sandro Gino Spinello: "Credo che in questo momento siano importanti discrezione e prudenza; in quanto si sta profilando una battaglia giuridica di non poco conto; l'amministratore comunale non deve essere strumentalizzata; sono del parere che sia necessaria una "task force" di politici e tecnici che vadano sviscerare al meglio questo problema per arrivare al nocciolo". 
Articolo di Giovedì 27 Gennaio 2022

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