
COMUNE
Trecenta esclusa dalla Zls: La minoranza frena l’ira del Sindaco e stoppa le promesse azioni legali
Consiglio comunale infuocato. La delibera presentata è stata modificata accogliendo la richiesta di Gilberto Bianchini, Valente Cestaro e Luisa Guidorizzi di non procedere all’azione penale contro l’esclusione di Trecenta (Rovigo) dalla Zls
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TRECENTA (Rovigo) - Doveva essere il Consiglio comunale di ieri sera, 2 febbraio 2022, a decidere se dare mandato ad Antonio Laruccia di presentare ricorso al Tar per la parte amministrativa e penale (LEGGI ARTICOLO), considerato il danno emergente che Trecenta subisce per l’esclusione del Comune dalla Zona Logistica Speciale (Zls).
L’Assemblea cittadina invece ha deciso di cassare la proposta rimandando il solo ricorso al Tar se e quando non vi saranno applicate azioni compensative alle precluse agevolazioni fiscali.
Il Sindaco in un’articolata relazione ha spiegato i motivi della sua proposta perché, dopo tre anni di lavoro al programma, l’esclusione danneggerà pesantemente Trecenta.
La riperimetrazione disegnata da Roberto Marcato, secondo il Sindaco avvantaggerà solo Rovigo: “… sfido qualsiasi imprenditore a investire negli altri comuni sperduti nell’Alto Polesine quando all’interporto troverà 100 ettari per insediamenti ben serviti con tanto di agevolazione fiscale”. Per questo Laruccia, palesemente stizzito per l'improvviso cambio del piano strategico, ha promesso battaglia. Ricordando anche il suo impegno in Provincia ha fatto la cronistoria della vicenda, da quando negli anni 2000 Trecenta fu inserita fra i sedici Comuni in area depressa anzi in decrescita. Nel 2014 la Commissione europea ammise le agevolazioni fiscali e le facilitazioni amministrative per le aree depresse fra le quali nel Veneto rispondevano a quel requisito anche i sedici Comuni Polesani inseriti nel programma nel 2019. Poi nel piano strategico del 3 agosto 2021 per valorizzare le idrovie per favorire una mobilità a bassa emissione di carbonio, è stata inserita la zona del Fissero-Tartaro-Canalbianco, per connettere il sud della Lombardia col Veneto. Improvvisamente nella delibera di fine dicembre di quell’asse non si parla più e l’esclusione dei tre Comuni è stata giustificata per non superare il limite dei 100mila abitanti. Un cambio di rotta inaccettabile per Laruccia.
L’excursus del Sindaco non ha convinto la minoranza (assente le due consigliere della Lega) che, contestando l’abitudine della maggioranza di presentare al Consiglio gli argomenti quasi fuori tempo massimo, ha presentato un documento alternativo.
“Se la parte narrativa della delibera proposta è condivisibile - ha chiosato Bianchini – non lo è la decisione dell’azione legale, soprattutto per la parte penale, tanto più che lunedì’ prossimo è previsto un incontro chiarificatore con Marcato per conoscere le proposte compensative”.
“Alla luce delle pressioni dei sedici Sindaci polesani, di Vincenzo Marinese di Confindustria Venezia-Rovigo, dell’assessore Cristiano Corazzari e del concittadino presidente dell’Ance Veneto Paolo Ghiotti (LEGGI ARTICOLO), pare che Marcato sia disponibile a concordare con i tre Sindaci esclusi dai benefici fiscali ma non dalla Zls gli strumenti compensativi” ha sottolineato il Capogruppo di Insieme per Trecenta.
A questo punto c’è stato un susseguirsi di accesi alterchi col Sindaco ma, dopo un time-out chiesto da Laruccia, la delibera presentata è stata modificata accogliendo la richiesta di Gilberto Bianchini, Valente Cestaro e Luisa Guidorizzi di non procedere all’azione penale contro l’esclusione di Trecenta.
Di fatto nel documento rielaborato in diretta dal segretario Alfredo Palumbo, viene esclusa qualsiasi iniziativa di carattere penale e proposta la costituzione di un Comitato cittadino per un confronto istituzionale che comprenda i Capigruppo consigliari, gli stakeholder e le associazioni di categoria per tutelare gli interessi della comunità in tutte le sedi istituzionali. Solo dopo aver valutato le compensazioni ai danni derivati dall’esclusione dai benefici fiscali della Zls, il Sindaco potrà intraprendere tutte le azioni di carattere amministrativo a tutela della propria comunità.
Vero è che, sul piano organizzativo, per quanto riguarda l’eventuale ricorso al Tar (previsto in 60 giorni dalla pubblicazione di quell’atto deliberativo) i tempi sono stretti, ma a quanto è dato sapere, ad oggi non è stato adottato alcun atto regionale dopo l’incontro del 24 gennaio scorso fra Zaia e il Ministro per il sud.
Alla fine la delibera, così come modificata, è stata approvata all’unanimità.
Ugo Mariano Brasioli
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