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IRAS ROVIGO

La disponibilità del Comune c'è, bisogna capire come poter aiutare Iras Rovigo

Una nuova strada per l'operazione di salvataggio dell'ente socio assistenziale più rilevante della provincia di Rovigo è stata proposta dal sindaco Edoardo Gaffeo in Prefettura con il commissario regionale Ezio Zanon

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ROVIGO - Mentre i sindacati si preparano alla mobilitazione di mercoledì 9 febbraio di fronte ai cancelli della sede di Iras a San Bortolo, la buona notizia è che l'incontro in Prefettura a Rovigo tra il Comune di Rovigo, Iras ed Ulss 5 Polesana di martedì 8 febbraio è servito per distendere le posizioni e cercare di trovare una soluzione che consenta il prosieguo dell'erogazione delle prestazioni socio sanitarie di Iras a favore della fascia di anziani ospiti dell'ente.

All’incontro hanno partecipato il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, il commissario straordinario dell’Iras Ezio Zanon, il presidente della Provincia Enrico Ferrarese ed il direttore generale dell’Ulss 5 Polesana Patrizia Simionato.

È emerso che Iras in questo particolare momento è comunque in grado di provvedere con mezzi propri a onorare il pagamento degli stipendi dei dipendenti e i propri fornitori e l'ipotesi di messa in liquidazione dell'ente e di recesso dalla convenzione in essere è accantonata in quanto vi è una discrepanza tra la somma accantonata dal Comune di Rovigo, circa 3,2 milioni di euro e quanto si aspetterebbe Iras come indennizzo, ovvero circa 4,5 milioni. La strada del recesso, oltre a perdere l'accreditamento di circa 100 posti letto per la struttura, porterebbe molto probabilmente ad un litigio giudiziale tra le parti per via di quel milione abbondande di euro di differenza, ed al momento sembrerebbe quindi rimanere "in stand by".

Ascoltate le posizioni di palazzo Nodari che giustifica l'offerta di rientro in possesso del 45% di Casa Serena a fronte di un esborso di "soli" 600 mila euro, invece dei 2,3 milioni attesi da Iras, e sottolineato come il Comune di Rovigo, benchè abbia la provvista di oltre 3 milioni di euro accantonata, non possa "salvare" Iras attraverso il finanziamento di un ente in sofferenza, si sarebbe aperta la disponibilità a sondare una nuova strada, per capire se è effettivamente percorribile, di modo da consentire al Comune di Rovigo di risolvere i problemi finanziari contingenti di Iras.

L'idea, illustrata dal sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo, sarebbe quella di rifarsi ad una possibilità offerta dalla concessione di servizi pubblici che permetterebbe di finanziare il concessionario per evitare proprio che la revoca o il recesso dalla concessione produca danni economici per l'ente pubblico affidatario maggiori rispetto a quanto investito nell'operazione di salvataggio.
Quella di Iras e Comune di Rovigo sembrerebbe essere una situazione compatibile corroborata da una revisione dei servizi offerti: il recesso dalla convenzione produrrebbe infatti un costo di 3,2 milioni (secondo palazzo Nodari) o 4,5 (secondo Iras), mentre il salvataggio (però al momento impraticabile attraverso lo schema di restituzione del 45% dei volumi di Casa Serena valutato 600.00 euro) sarebbe una operazione da 2,2-2,5 miliomi di euro.

Il tavolo prefettizio tra le parti rimarrà aperto e la proposta del sindaco Gaffeo verrà valutata dal punto di vista tecnico per capire se è una strada percorribile, e non è esclusa la richiesta di un parere alla Corte dei conti.



 
Articolo di Martedì 8 Febbraio 2022

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