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IRAS ROVIGO

Non bastano le rassicurazioni ai lavoratori di Iras Rovigo, serve una soluzione concreta

La necessità di un piano industriale credibile che salvaguardi i lavoratori e l'assistenza offerta agli anziani ospiti. I sindacati Cgil Cisl e Uil chiedono a politica e istituzioni di far quadrato per salvare l'ente

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ROVIGO - "Si va a lavorare con amarezza", denunciano i sindacati in maniera unitaria di fronte all'ingresso di Iras Rovigo, che si chiedono come sia possibile che un Ente socio assistenziale che ha superato guerre, terremoti e carestie, negli ultimi 500 anni, non riesca a superare una empasse economica che potrebbe farla precipitare in una fossa da cui sarà impossibile uscire.


"Il tema per risanare i conti di Iras Irovigo è quello di cambiare la convenzione in essere per Casa Serena, perchè altrimenti sarà impossibile trovare una soluzione" afferma Maria Cristiano Pavarin di Uil.

"Stiamo manifestando in primis per i 203 lavoratori di Iras, di cui 81 precari, e questi lavoratori di tasca propria hanno rinunciato, per ora, a circa 4.000 euro a testa in quanto, complessivamente, si aggiungono tra i creditori, le banche, per circa 1 milione di euro" esordisce Davide Benazzo per Cgil Rovigo che lamenta come  all'incontro di ieri in Prefettura gli unici assenti erano proprio le rappresentanze sindacali dei lavoratori.
"E' il momento che il territorio si unisca, che si discuta in consiglio comunale a Rovigo, così come in commissione sanità in Regione - continua Benazzo - dobbiamo vedere come le soluzioni impattano sul lavoro dei dipendenti perchè se salvare Iras significa chiudere Casa Serena e perdere 50 posti di lavoro, questo a me, non va per nulla bene".

"Nessuna comunicazione ai lavoratori sui ritardi del pagamento degli stipendi - sottolinea Franco Maisto di Cisl Padova e Rovigo - un comportamento che definire poco elegante è un eufemismo. Dal punto di vista contabile il Comune di Rovigo ha le risorse, ma non riesce a farle arrivare ad Iras. Bisogna trovare la soluzione, ma non possiamo di perdere 50 posti di lavoro e 100 posti letto per l'ipotesi di chiusura di Casa Serena. La politica e le istituzioni devono smetterla di attaccarsi su di chi sia la colpa di una situazione che deve essere risolta, adesso, prima che sia irrimediabilmente troppo tardi".

L'appello finale dei sindacati è quello della redazione di un piano industriale credibile, anche ristrutturando l'offerta socio sanitaria delle politiche territoriali che salvaguardi i posti di lavoro e l'assistenza fornita agli anziani ospiti.
Articolo di Mercoledì 9 Febbraio 2022

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