GIORNO DEL RICORDO
In un clima di pacificazione Badia Polesine ha ricordato gli eccidi delle foibe
"Non ci sono vittime di serie A o di serie B in funzione da quale parte provenga l'odio" ha ricordato Ivo Baccaglini, ex consigliere comunale di Badia Polesine che ottenne l'intitolazione della via cittadina ai Martiri delle Foibe
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Parlare delle foibe è sempre difficile perché lacerante. Furono quasi ventimila gli italiani torturati, assassinati e gettati nelle foibe (le fenditure carsiche usate come discariche) dalle milizie Titine e almeno 300mila i profughi. Per complicate ragioni e complicità geopolitiche quella tragedia fu confinata nell'oblio per quasi sessant'anni. Solo dopo la caduta del muro di Berlino qualcosa trapelò. Nel 2004 il Parlamento Italiano finalmente approvò la "legge Menia" (dal nome del deputato triestino che l'aveva proposta) sull’istituzione del "Giorno del Ricordo".
Badia Polesine fu una dei primi Comuni in Italia a intitolare una via ai martiri delle Foibe. Voluta nel 2007 dall'allora sindaco Paolo Meneghin, su proposta del gruppo consigliare di Alleanza Nazionale (primo firmatario Ivo Baccaglini) “…per scongiurare l’oblio di quella tragedia nascosta per troppo tempo alla storia patria in un assordante silenzio, nonostante la legge del 2004”.
La commemorazione di questa mattina è stata aperta dall’assessore alla cultura Valeria Targa, che ha portato i saluti del Sindaco mentre una delegazione delle associazioni militari, con l’immancabile cerimoniere Mario Baratella, ha depositato una corona d’alloro accanto a quella dell’Amministrazione Comunale.
Oltre ai rappresentanti d’Arma, al momento commemorativo era presente una rappresentanza delle terze medie guidate dalla prof. Luisa Turco. Alcuni dei ragazzi hanno letto alcuni brani di ricordi dei sopravvissuti alla furia Titina, con un inno finale alla pace.
Al termine della cerimonia Rachele Cicogna, esponente della memoria della Shoah, ha deposto un mazzo di fiori ai piedi della lapide dichiarando: “Sono convinta della necessità di abbandonare le follie ideologiche che hanno prodotto solo tragedie, per cui ho sentito il dovere di contribuire con il mio piccolo gesto alla commemorazione di chi non ce l’ha fatta”.
Molto soddisfatto, per la buona partecipazione di Badia, infine si è dichiarato Enrico Pasello presidente del circolo locale di Fratelli d’Italia. Fra il pubblico c’erano anche l’assessore Stefano Baldo, l’avv. Adino Rossi e il vicepresidente del Sodalizio Vangadiciense Giorgio Paolo Aguzzoni.
Ivo Baccaglini, oggi membro dell’Assemblea nazionale di FdI, alla fine ha ribadito come il concetto base della commemorazione dev’essere “…che tutti i martiri sono uguali e non ci sono vittime di serie A o di serie B in funzione da quale parte provenga l'odio”.
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Giovedì 10 Febbraio 2022
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