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IRAS ROVIGO

Consiglio comunale convocato al Censer tra le polemiche, e c'è già l'idea di una commissione di inchiesta

Il Comune di Rovigo risponde ai sindacati: consiglio comunale aperto sull'Iras al Censer, senza Iras e senza Regione del Veneto per evitare demagogia e propaganda

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ROVIGO - L'appuntamento è fissato per giovedì 17 febbraio alle 15 e 30 in sala Bisaglia al Censer, la presidente del consiglio comunale Nadia Romeo ha convocato un consiglio, praticamente monotematico, sulla vicenda debitoria della casa di riposo cittadina, la più grande della provincia di Rovigo.

Dopo la conferenza dei capigruppo, a cui non ha partecipato la Lega, è stato deciso di non interessare dell'invito la dirigenza dell'Ente socio assistenziale e la regione del Veneto, ma di dare spazio alle possibilità di intervento, lato Comune di Rovigo e le aspettative di lavoratori e famigliari degli assistiti.

La decisione assunta è stata spiegata dal coordinatore del Forum dei Cittadini e vice presidente del consiglio comunale Federico Saccardin: "L'attenzione che abbiamo posto, come intera maggioranza, nel condividere la convocazione del consiglio richiesta dai sindacati, è dovuta al fatto che siamo in una fase delicata della ricerca di una soluzione e una riunione “sfogatoio” potrebbe non agevolare lo sviluppo di questo delicato confronto e rischierebbe di mettere in discussione il tavolo costituito dal Prefetto. Siamo convinti che non serve “agitare” i problemi ma risolverli, ed abbiamo già visto che la demagogia e la propaganda largamente praticate dalla precedente amministrazione a guida leghista, come la Regione, non hanno risolto nessun problema, anzi li hanno consegnati ancora più gravi di come li avevano trovati loro.
Come ho affermato anche in conferenza dei capigruppo, questo consiglio deve favorire un percorso che consenta la positiva chiusura di questa difficile situazione, nella quale il Comune di Rovigo ed i suoi cittadini sono “parte lesa”, individuando una soluzione che nel rispetto delle leggi salvaguardi e migliori il servizio utilizzando al meglio le risorse del comune".

Non si è fatta attendere la risposta di Michele Aretusini, capogruppo Lega in consiglio comunale a Rovigo che rubrica la motivazione del Forum come "la loro democrazia è che loro decidono e gli altri non possono nemmeno discuterne" sottolineando come sia quantomeno imbarazzante aver escluso dalla discussione il commissario regionale di Iras Zanon ed il direttore della struttura Avanzi.

"Loro non vogliono ‘sfogatoi’ e non vogliono ‘propaganda’ che possa ‘rovinare’ una presunta soluzione del problema - afferma Aretusini - La sinistra, ammesso che i civici siano di sinistra, forse non lo sanno nemmeno loro, sono stati anche rimproverati dalla Cgil per questa loro decisione. Insomma, una bruttissima figura. Di più: finalmente i civici gettano la maschera e gridano: ‘noi siamo noi e voi non siete nulla’”.

Anche da Il Veneto che vogliamo la decisione di escludere la Regione dal confronto in consiglio comunale non è quanto si sarebbero attesi Laura Bassi, Andrea Micheletti, Claudio Curina dal coordinamento polesano che dichiarano: "La Regione non faccia come Ponzio Pilato. La questione della situazione debitoria dell’Iras, esplosa in questi giorni e giunta a un livello di insostenibilità tale da metterne a rischio la sopravvivenza, è frutto di alcuni decenni di gestione nei quali si sono accumulati inefficienze, operazioni sbagliate, incompetenza gestionale, con gli ultimi sei anni trascorsi sotto il commissariamento di nomina della Regione che ha evidentemente completamente disatteso il compito di risanare la situazione e predisporre un piano di rilancio.

Una così lunga gestione commissariale decisa dalla Regione, con scelte tutte al di fuori del raggio d'azione del Comune, senza un piano economico finanziario adeguato a dare un indirizzo verso il risanamento dell’Ente, le responsabilità e i debiti vengono scaricati unicamente sull’attuale amministrazione comunale a cui si chiede sostanzialmente di rispondere con risorse che sono di tutti i cittadini di Rovigo ben al di là di quelle che sono le possibilità previste dalle norme".

Secondo Il Veneto che vogliamo la vicenda nel suo complesso meriterebbe una commissione di inchiesta per assegnare le responsabilità del "disastro" Iras Rovigo.

Il giustizialismo, prima ancora di aver risolto l'intricata questione, sembra non uscire mai di moda anche se, senza bisogno di grandi sforzi di memoria, la soluzione alle difficoltà economiche di Iras è stata per mesi nella disponibilità della precedente amministrazione quando, caso più unico che raro, il commissario dell'Ente, Fasiol, proveniva dalla direzione di Ater Rovigo e la guida sia di Ater che del Comune, oltre ovviamente alla Regione, era affidata alla Lega. Non solo, Ater aveva già accantonato 2,2 milioni di euro dal bilancio, poi liberati con lo sfumare dell'accordo nato sotto il commissariamento di Iras guidato dall'avvocato Tiziana Stella, l'assessore regionale Manuela Lanzarin era venuta a Rovigo per convincere il sindaco Massimo Bergamin alla firma della vendita di metà Casa Serena ad Ater per risanare i conti della casa di riposo, ma ciò non avvenne benchè in molti, nell'allora maggioranza, si fossero prodigati per convincere il primo cittadino a risolvere la questione.
Articolo di Domenica 13 Febbraio 2022

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