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IRAS ROVIGO

Gaffeo spiega perchè non si può fare di più, Zanon insiste per i 2,2 milioni di euro dal Comune di Rovigo

Ancora una volta il sindaco Edoardo Gaffeo sottolinea come non sia un problema politico, ma tecnico. Il Comune di Rovigo non è socio di Iras, ente socio assistenziale dotato di propria autonomia. L'impegno a vagliare nuove soluzioni a brevissimo

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ROVIGO - "Iras è un soggetto pubblico che va messo in salvaguardia, ci sarà tempo e luogo per trovare i responsabili del dissesto" esordisce pragmaticamente il sindaco di Rovigo Edoardo Gaffeo nel consiglio comunale monotematico richiesto dai sindacati e dedicato alla situazione in cui versa la principale struttura socio assistenziale della provincia di Rovigo.
"E' necessario in questa fase scaricare i problemi che hanno generato la crisi di Iras, quindi la soluzione non può essere "posticcia". Ci sono in ballo interessi troppo alti: gli ospiti, i lavoratori, ma soprattutto il bene pubblico in generale per il servizio offerto.


Tutto ciò implica scelte e paletti - continua Gaffeo - Quando parlo di problemi tecnici e non politici alla soluzione delle difficoltà di Iras, mi riferisco a questo. Credo che nessuno di noi intenda destinare Iras al fallimento, penso che nessuno di noi si voglia sottrarre dal fare tutto ciò che è in nostro potere per salvare il servizio, ma bisogna ricordare che Iras dispone della propria autonomia ed il Comune di Rovigo non è socio di Iras.

Esistono dei soggetti dal punto di vista istituzionale che hanno ruoli diversi, la Regione del Veneto in primis. La lettura fatta dalle organizzazioni sindacali è lucidissima: Iras si trova in questi condizioni perché nel 2004 è stata fatta una scelta le cui ripercussioni arrivano fino ad oggi. E' lì la chiave di volta, all’interno di quel contratto, ferma restando la volontà politica attuale di volere risolvere il problema.
La chiave di volta è all’interno della struttura contrattuale e dobbiamo passare necessariamente per di lì, altrimenti la soluzione sarà di breve periodo.

L’interesse pubblico superiore deve essere la direzione da seguire, tutti gli enti devono fare la propria parte all’interno di un percorso condiviso che trovi la soluzione tecnicamente percorribile.

Credo che la soluzione sia possibile trovarla, i dettagli tecnici individuati nei numerosi incontri devono essere ancora messi a punto, abbiamo la necessità di proseguire.
Dovremo identificare la migliore soluzione possibile di utilizzo degli spazi all’interno della città tra ciò che sono in uso ad Iras e quelli che potrebbero essere in uso al Comune, bisognerà calcolare l’ammontare complessivo dei servizi sia socio sanitari che altri, che potrebbero essere implementati da Iras, altrimenti - conclude Gaffeo - la soluzione semplice di aiutare l'Ente a sanare parte del proprio debito, magari efficace nell'immediato, potrebbe tramutarsi nel peggiore dei mondi possibili per le conseguenze che ne potrebbero scaturire".

Il sindaco Gaffeo ribadisce al consiglio comunale, ai sindacati ed al pubblico presente al Censer che la proposta fatta dal Comune da 600.000 euro per la soluzione proposta da Iras di retrocedere il 45% di Casa Serena, la parte più vicina al Palasport, è dal punto di vista "tecnico" il massimo che può fare.

"L'offerta del Comune non è congrua" afferma il commissario straordinario regionale di Iras Ezio Zanon che considera la cosa come "un problema che dovrà risolvere il Comune" visto che la sua richiesta è di 2,2 milioni di euro.
"Iras al momento è in grado di continuare ad offrire le prestazioni attuali e pagare i propri dipendenti e fornitori - afferma Zanon - chiaro che i debiti pregressi e le richieste del mondo bancario potrebbero far precipitare la situazione nel giro di qualche mese. Abbiamo chiesto una moratoria fino a fine marzo alle richieste di rientro immediato da parte della banca per ratei di debito concesso non pagate negli scorsi anni e l'ipotesi di restituire parte di Casa Serena al Comune a fronte di 2,2 milioni di euro sarebbe la soluzione" aggiunge il commissario.

"Iras oggi ha bisogno di risorse straordinarie per rispondere alle banche ed abbattere il debito pregresso, l'ordinaria amministrazione va avanti di suo" continua Zanon, che però, non affronta il tema della messa in vendita di altri immobili di proprietà, per esempio la sede data in affitto ad As2, per il recupero di queste risorse straordinarie.

Zanon invoca risposte certe, tempi rapidi e si affida alla "intelligenza della politica per capire che l'offerta di Iras di farsi aiutare per 2,2 milioni di euro scongiurerebbe una spesa certa per l'amministrazione comunale, da stralcio della convenzione in essere, di valore ben superiore a quanto necessario nell'immediato per salvare Iras".

Nel corso del consiglio comunale gli interventi si sono succeduti e dalla presidente Nadia Romeo è stato annunciato l'impegno urgente, già dalla prossima settimana, di valutare nelle singole commissioni consiliari di riferimento tutti gli aspetti legati alla possibilità tecnico operativa di fare il possibile per garantire la sopravvivenza del servizio offerto da Iras.

Il consiglio comunale monotematico, primo appuntamento che ha affrontato il problema contingente di Iras, è stato di fatto il via alla fase operativa della proposta di soluzioni anche se, bipartisan, l'impressione è che le proposte che arriveranno da parte dei consiglieri saranno di valutare la possibilità di una sorta di indennizzo, magari sotto farma di lodo, a fronte della variazione di quel contratto che lega Iras al Comune di Rovigo.
Articolo di Giovedì 17 Febbraio 2022

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