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SVILUPPO DEL POLESINE

Polesine, un unico grande comune

Per i Socialisti italiani la ZLS non può e non deve interessare soltanto 18 comuni, deve avere il compito, se ben orchestrata, di diventare volano di sviluppo per tutto il territorio provinciale

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ROVIGO - "Il Polesine ha 230.000 abitanti. Cinquanta comuni con una media di 4.635 residenti cadauno. La Provincia di Venezia con 900.000 abitanti ha 44 comuni con una media di 19.222 residenti. Nel confronto si evidenzia la maggior frammentarietà del nostro territorio provinciale ed, in particolare, dell’area interessata dalla ZLS" afferma la federazione di Rovigo del Partito Socialista Italiano.

"Risulta ancor più evidente la necessità, quindi, che la ZLS e la Provincia debbano operare come un unico grande comune. Le tante “parrocchie” dovrebbero avere l’unico e solo scopo di diventare amplificatori di iniziative strategiche assunte “coralmente e centralmente”. La ZLS non può e non deve interessare soltanto 18 comuni. Deve avere il compito, se ben orchestrata, di diventare volano per tutto il territorio provinciale.

E’ talmente omogeneo ed organico il tessuto territoriale e coinvolto dalle iniziative infrastrutturali esistenti che nessuno diventa marginale se non lo sceglie di sua volontà. E’ anche per questo che riteniamo un problema solo tecnico quello della esclusione dei tre comuni (LEGGI ARTICOLO) e, ripetiamo, che nessuno deve sentirsi marginale o, peggio, escluso in questa fase di rilancio dell’economia polesana se non intende autoescludersi. Il concetto e la logica che deve imporsi è quello della pianificazione di un’Area Vasta e deve essere inteso anche guardando, se proficuo e proattivo, oltre i confini del Polesine. Ciò deve essere inteso per dare un senso logico alle iniziative che possono avere un coerente ed utile allargamento su territori omogenei. L’unica realtà che conserva, semmai, una sua specificazione turistico ambientale è quella relativa al Basso Polesine che pure presenta, comunque, un interesse fluviale e portuale oltre che logistico.

L’unica speranza vera è ora legata al fatto che le promesse e le intenzioni finora espresse per gli investimenti produttivi che Regione e Associazione Industriali hanno ipotizzato si traducano in realtà. Altro punto fermo, anzi irremovibile, è che non si ripeta il tentativo di far diventare il Polesine la pattumiera del Veneto e, quindi, un NO FORTE ad insediamenti inquinanti ed insalubri" conclude la federazione di Rovigo del Partito Socialista Italiano.
 
Articolo di Martedì 22 Febbraio 2022

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