EVENTO
“Le Radici nell’Acqua” metafora della vita di Vincenza Lorusso
Venerdì 25 febbraio, alla Biblioteca Comunale G. Baccari di Lendinara (Rovigo) è stato presentato il debutto letterario di Vincenza Lorusso
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LENDINARA (Rovigo) – Venerdì 25 febbraio, in una serata finalmente invernale (con vento e pioggia), alla Biblioteca Comunale G. Baccari è stato presentato il debutto letterario di Vincenza Lorusso “Le Radici nell’Acqua”. L’incontro, introdotto dai saluti istituzionali dell’Assessore Franco Fioravanti e moderato da Paolo Avezzù, ha visto la partecipazione della Presidente del Comitato Biblioteca Alda Marchetto e di Federico Amal.
Il Presidente di Smile Africa, Gianni Andreoli, ha spiegato le ragioni della promozione del libro che: “Non è un romanzo ma la storia reale di Vincenza e rappresenta un bellissimo messaggio sul volontariato, in sintonia con i valori della nostra associazione”.
Avezzù (Volontario di Smile Africa) si è invece soffermato sulla personalità di Vincenza Lorusso e sull’origine della sua vocazione missionaria “…germogliata sull’esempio delle cronache di madre Teresa di Calcutta, che in qualche modo la ipnotizzò”.
Nell’autobiografia, partorite in un momento di difficoltà personale, trova spazio il privato dell’Autrice come donna, amante e madre.
Pugliese, di famiglia contadina e di formazione cattolica, Vincenza sentì il richiamo missionario fin dall’età di nove anni e nell’adolescenza meditò anche di farsi suora. A ventidue anni, al quarto anno di medicina, fece la sua prima esperienza in Kenya per proseguire poi, per più di vent’anni, come medico infettivologo impegnato nella cooperazione sanitaria nei Paesi in via di sviluppo. È stata in Angola, Tanzania, Mozambico, in Brasile e centro America dove, nel 1995, in Guatemala subì un serio attentato.
Il direttore della biblioteca Nicola Gasparetto ha letto alcuni brani, via via commentati dall’Autrice con aneddoti personali, dai quali sono emersi gli aspetti più genuini della sua personalità. “Le Radici nell’Acqua” è sostanzialmente un libro che obbliga alla riflessione, soprattutto quando parla del perdurare di malattie endemiche per mancanza di cure o della morte di bambini per malnutrizione. Vi si legge: “La morte di un bambino malnutrito è la morte dell’umanità è la vergogna del potere e delle politiche mondiali. È lo spietato prevalere dell’egoismo…, ma che mondo è il nostro?...siamo uomini o siamo mostri?” Parole di un’attualità sconvolgente di fronte alle notizie provenienti dall’Est.
Rispondendo a una domanda del pubblico, Vincenza Lorusso ha spiegato il senso del titolo del libro: “Racconta l’essenza di una donna forte ma fluttuante, poiché io le radici non le ho mai avute …ho girato, ho girato ma, in effetti, non mi sono mai fermata… forse perché sono un po’ gitana e cerco ancora un punto fermo”.
Anche la copertina (disegnata da Lucia Fabbri) in cui è raffigurata una donna nuda con le radici sospese e una chioma a guisa d’albero, racchiude quell’essenza come metafora della vita.
Nei ringraziamenti finali, a pagina 215, l’Autrice ringrazia fra gli altri la figlia Emily “…che ha permesso e lasciato che mi raccontassi senza veli” e l’amica Barbara Ricciardi (presente in sala) “promossa a correttrice di bozze”.
Ugo Mariano Brasioli
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