GUERRA
Crisi Ucraina: in 25, tra donne e bambini, hanno già raggiunto i parenti a Rovigo
Riunione in Prefettura a Rovigo in previsione dell’arrivo di profughi dell’Ucraina dopo l’invasione russa. 1 milione in fuga, il Polesine si prepara a fare la propria parte
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ROVIGO - Il Prefetto di Rovigo, Clemente Di Nuzzo, ha presieduto nel pomeriggio di mercoledì 2 marzo in Prefettura una riunione – alla quale hanno partecipato il Presidente della Provincia, l’Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Rovigo, i Sindaci dei Comuni di Adria, Badia Polesine, Occhiobello, Porto Tolle e Trecenta, il Vicario del Questore di Rovigo, nonché i rappresentanti della Ulss 5 Polesana, della Caritas Diocesana di Adria-Rovigo e delle strutture di accoglienza degli stranieri della Provincia – volta ad effettuare una prima indagine esplorativa in ordine ai prevedibili flussi di ingresso nel territorio provinciale di persone provenienti dall’Ucraina, in fuga dal conflitto in corso.
LE ISTRUZIONI PER LA REGISTRAZIONE DELLA PRESENZA
Durante l’incontro, dopo una preliminare disamina delle misure urgenti approvate dal Governo nei giorni scorsi in relazione alle misure di accoglienza previste per i profughi ucraini all’interno della rete dei Centri di Accoglienza Straordinaria (Cas) e dei Sistemi di Accoglienza e Integrazione (Sai), è stata condivisa l’esigenza di monitorare razionalmente i flussi di persone in arrivo, mediante il contributo dei Sindaci e delle associazioni di volontariato che, con il loro supporto, si stanno adoperando per l’emergenza umanitaria in atto.
Infatti, si è preso atto che finora si sono verificati, anche in questo territorio, alcuni arrivi di profughi ucraini organizzati prevalentemente da privati o associazioni di volontariato e del terzo settore, i quali hanno fornito solo successivamente notizia delle persone ospitate.
Al momento, l’Ufficio Immigrazione della Questura di Rovigo ha fornito i dati relativi ai cittadini ucraini giunti nei giorni scorsi, registrando la presenza di 25 persone – donne e bambini – presso parenti già residenti in provincia e regolarmente soggiornanti; dato in costante aggiornamento.
Al riguardo, il Prefetto ha condiviso con il Presidente della Provincia, i Sindaci, la Questura, i rappresentanti della ULSS e gli altri partecipanti all’incontro le seguenti indicazioni operative, che saranno veicolate alle associazioni di volontariato laiche e religiose e alle associazioni del terzo settore tramite i canali informativi e social delle singole amministrazioni comunali.
In particolare, tutti coloro che ospitano o intendono ospitare profughi provenienti dall’Ucraina sono invitati a comunicare al Comune e al più vicino Ufficio di Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri i nominativi degli stessi.
Tali comunicazioni potranno essere inviate dagli interessati anche mediante e-mail ordinaria al seguente indirizzo: immig.quest.ro@pecps.poliziadistato.it.
I Sindaci provvederanno, inoltre, a sensibilizzare la cittadinanza e le associazioni di volontariato impegnate nell’organizzazione dei trasferimenti dall’Ucraina a comunicare in anticipo il presumibile giorno e orario di arrivo dei profughi, nonché le loro generalità, in modo da assicurare immediatamente lo screening sanitario antipandemico ed ogni altra esigenza assistenziale.
Il Prefetto ha ribadito alle Forze di Polizia e ai Sindaci l’esigenza di censire accuratamente i profughi in arrivo dall’Ucraina al fine di poterli indirizzare presso i Covid Point più vicini.
Sul punto, i rappresentanti della Ulss 5 Polesana, richiamando le indicazioni diramate dalla Regione Veneto relative all’assistenza sanitaria dei profughi provenienti dall’Ucraina, hanno sottolineato la necessità che le Autorità Locali indirizzino, con tempestività, tali persone presso i Covid Point territoriali, in modo da procedere alle prime verifiche sullo stato immunitario e vaccinale, nonché alla programmazione degli ulteriori screening di sanità pubblica previsti.
Per quanto riguarda l’accoglienza di profughi che non dovessero disporre di sistemazione presso parenti o conoscenti, si è preso atto della disponibilità di un congruo numero di posti presso i Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e i Sistemi di Accoglienza e Integrazione (SAI) della Provincia.
Il Prefetto, tuttavia, ha invitato i Sindaci a reperire sul proprio territorio, qualora il flusso di profughi ucraini dovesse aumentare, sistemazioni e alloggi per garantire accoglienza agli interessati, sulla base di convenzioni da stipulare con la Prefettura, alle condizioni previste dai vigenti capitolati per la fornitura di beni e servizi relativi all’accoglienza.
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