POLITICA DEL TERRITORIO
E se il Parco del Delta del Po diventasse interregionale?
Benchè sia stato istituito da legge regionale del Veneto, sia per oltre i tre quarti su territorio veneto, e sia stato riconosciuto Patrimonio Mab Unesco, si discute ancora di unirsi a Ferrara
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"Finora l’unica ragione che troviamo a sostegno di questa soluzione è il fatto che il Parco Naturale del Delta non ha confini anche se oltre i tre quarti di questo è incardinato nel territorio polesano e che consentirebbe di evitare l’imbalsamazione del Parco Nazionale - afferma la federazione di Rovigo del Partito socialista italiano in merito alla proposta avanzata dal partito del ministro Dario Franceschini - E’ anche pur vero, però, che l’immagine prevalente che ne viene data all’opinione pubblica è quella di un Delta tutto ferrarese. Oltre a ciò è anche vero che sono proprio gli emiliani ad assumere iniziative strumentali che offrono una visibilità nazionale che il Polesine non ha.
A questo punto viene da chiedersi quali sono i vantaggi di un Parco Unico Interregionale? Quali ricadute può avere il Polesine se finora i vantaggi vanno all’Emilia? Prima di esprimerci, quindi, sarebbe opportuno capire se tale orientamento può costituire una reale valorizzazione per il Parco Veneto. Ma finora non è dato saperlo e nemmeno il riconoscimento MAB UNESCO ha consentito di ravvivare quel dinamismo che avrebbe potuto far svolgere al Polesine un ruolo da protagonista alla componente più importante del Delta del Po.
Oggi, per fortuna, dobbiamo prendere atto che lo smantellamento della Centrale dell’Enel (LEGGI ARTICOLO) può comportare un accredito importante ed una leva per ruoli nuovi che ne potrebbero valorizzare la componente veneto-polesana. E ciò con una attrazione di livello europeo, se non mondiale. Ecco, allora, la necessità di creare un tavolo provinciale che riesca a definire i vantaggi della eventuale soluzione unitaria senza offrire ancora gratuite opportunità a chi finora, e nonostante le proporzioni territoriali, si è appropriato di una leva a tutto vantaggio dell’economia ferrarese.
Il Delta, quello territorialmente vero, deve diventare un modello internazionale di conservazione attiva e dinamica che sappia coniugare i concetti di ecologia con quelli di economia e faccia svolgere al Polesine, finalmente, quel ruolo che consenta all’uomo di vivere in armonia con la natura che abita ormai da tempo, ma, soprattutto, di trarne quei vantaggi che, finora, sono stati catalizzati da coloro che, da Mesola in giù, hanno saputo egemonizzarne lo “sfruttamento”.
Articolo di Mercoledì 9 Marzo 2022
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