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AMBIENTE E RINNOVABILI

Arturo Lorenzoni: "E' opportuno dire di sì al fotovoltaico, anche in campagna con regole chiare"

Il portavoce dell'Opposizione in Consiglio regionale del Veneto contro la demonizzazione del fotovoltaico a terra. Utile su parcheggi o sui terreni agricoli grazie all'agrovoltaico

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VENEZIA - Il presidente Luca Zaia aveva affermato che il fotovoltaico in campagna non lo vuole nessuno (LEGGI ARTICOLO) e, salvo l'immediato plauso di Coldiretti per l'esternazione del presidente, Confindustria, Confagricoltura e le associazioni ambientaliste con Legambiente in testa, nonchè buona parte dell'opposizione in Consiglio regionale del Veneto non la vede allo stesso modo del presidente, anzi, per loro la transizione energetica in chiave ecologica non è più differibile ed il fotovoltaico non deve essere ostacolato da una Legge regionale che limita quanto già previsto dal Pnrr adottato dal Governo, ribadito dal DL Semplificazioni.

Certo, bisogna mettere dei paletti, ma non conviene a nessuno dire no a priori al fotovoltaico”. Il professore di Economia dell’energia all’Università di Padova, Arturo Lorenzoni, nonché portavoce dell’Opposizione in Consiglio regionale, anticipa così la discussione sul fotovoltaico a terra, che riprenderà in Seconda commissione consiliare oggi, giovedì 17 marzo.

Un impianto fotovoltaico non impermeabilizza il terreno, non può essere assimilato al consumo di suolo – puntualizza – Ed è pure reversibile in tempi rapidi”. Con il prezzo del gas che nei giorni scorsi è schizzato a cifre pari a 10 volte quelle a cui eravamo abituati, oggi, non domani, serve investire (non a parole, bensì coi fatti) sulle fonti rinnovabili. “La crisi russo-ucraina – aggiunge il docente – sta facendo emergere una criticità che conosciamo ampiamente dagli anni Settanta, ovvero una volatilità del prezzo dell’energia oggettivamente fuori controllo, che rappresenta un rischio insostenibile per la nostra economia”.

Secondo il prof. Lorenzoni, l’ultimo intervento del Governo, finalizzato a tentare di abbassare le tariffe, può dare respiro nell’immediato, ma non dà una risposta efficace al problema della volatilità. “Le Istituzioni, e nel caso specifico la Regione Veneto, sono chiamate ad accelerare la transizione energetica verso un sistema libero dai combustibili fossili”. In primis, appunto, tramite il fotovoltaico: va prioritariamente installato sulle coperture delle strutture; tuttavia, “quello a terra non deve essere impedito, piuttosto indirizzato verso soluzioni ragionevoli e compatibili con la tutela del paesaggio, a cominciare dagli spazi già urbanizzati come i parcheggi”.

Sostituire i costi del gas con gli investimenti nella tecnologia fotovoltaica e nell’accumulo per il suo accoppiamento con la rete ha solo benefici: per le imprese, per i consumatori, per l’ambiente. “D’altro canto, integrare produzioni agricole e produzione di energia è desiderabile sia per gli agricoltori che per i consumatori”. Così l’agrovoltaico, con piani agronomici approvati da professionisti e mitigazioni con la vegetazione fatte in modo oculato, può dare reddito alle imprese ed energia preziosa, tenendo protagoniste le imprese agricole. In ultima analisi, conclude Lorenzoni, “va creata una chiara consapevolezza nei consumatori, i quali possono essere i protagonisti dell’indipendenza energetica del Paese”.
Articolo di Giovedì 17 Marzo 2022

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