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BRACCONAGGIO ITTICO

Vasta operazione dei Carabinieri contro il bracconaggio. Multe, sequestri e denunce

Gli equipaggi di bracconieri monitorati hanno basi logistiche di partenza nei comuni di Taglio di Po, Rosolina ed Adria (Rovigo) e percorrono ogni notte anche centinaia e centinaia di chilometri per raggiungere luoghi dove i controlli sono difficili

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ROVIGO – Preso atto che prosegue l’attività di bracconaggio ittico con l’utilizzo di strumenti non consentiti, con reti o congegni per l’elettrocuzione, e soprattutto in luoghi non consentiti come corsi d’acqua secondari dove la pesca di professione non è consentita o corsi d’acqua in concessione, anche con l’indiscriminato ed arrogante prelievo di ittiofauna particolarmente protetta, posto in essere da pseudo pescatori di professione di origine rumena, non accenna a desistere, il Reparto Operativo dei Carabinieri Soarda (Sezione Operativa Antibracconaggio e Reati in Danno degli Animali), per le notti della scorsa settimana hanno predisposto nelle provincie della bassa Pianura padana una vasta operazione di Polizia Giudiziaria tesa a reprimere tale fenomeno.

Nell’operazione militari provenienti dalle Stazioni di Adria, Porto Tolle, Rovigo e Trecenta del Gruppo Carabinieri Forestale di Rovigo, militari dei Nuclei Carabinieri Tutela Biodiversità del Boscone della Mesola (Ferrara) e di Casalborsetti (RA) del Reparto Carabinieri Biodiversità di Punta Marina (Ravenna) e militari Reparto Operativo Soarda provenienti da Roma, militari del Gruppo Carabinieri di Mantova, per un totale di 15 militari a quali si andavano ad affiancare 12 guardie ittiche volontarie della Fipsas (Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee).

Gli equipaggi di bracconieri monitorati hanno basi logistiche di partenza nei comuni di Taglio di Po, Rosolina ed Adria e percorrono ogni notte anche centinaia e centinaia di chilometri per raggiungere luoghi dove i controlli risultano per gli operatori di Polizia Giudiziaria estremamente complicati, in quanto si tratta di località disperse e scarsamente frequentate, dove invece i bracconieri possono facilmente occultarsi ed avvistare con netto anticipo il sopraggiungere dei militari e poter quindi per tempo sbarazzarsi degli strumenti illeciti, magari gettandoli in acqua e/o in caso estremo, come è già successo in passato, darsi alla fuga nei campi abbandonando tutto il materiale, compresi gli autoveicoli ed il pesce catturato, sul posto.

Nel corso dell’operazione i militari mediante all’utilizzo di sofisticati apparati tecnologici sono riusciti ad intercettare quattro equipaggi di bracconieri individuando ed identificando un totale di 10  individui.

Due equipaggi composti da quattro individui che risultavano pescare con circa 1.000 metri di rete nel Fiume Po in provincia di Mantova, nel comune di San Benedetto Po, in acque dove la pesca di professione appare assolutamente vietata, catturando infine circa 500 kg di fauna ittica di varie specie, il trasporto del prodotto ittico avveniva in condizioni igieniche tali che il veterinario dell’Azienda Ulss 5 Polesana chiamato ad intervenire ne disponeva la distruzione in quanto non idoneo al consumo umano;
Due equipaggi composti da sei individui che risultavano pescare con circa 900 metri di rete nel Lago di Chiusi in provincia di Siena, nel comune di Chiusi, dove la pesca di professione, al fine di tutelare il patrimonio ittico del lago, è vietata per qualsiasi specie ittica, catturando infine circa 250 kg di pesce, tra cui 10 grossi esemplari di Luccio, specie particolarmente protetta;

Tutto il pesce, gli strumenti illeciti, nonché due autoveicoli utilizzati per il loro trasporto sono stati posti in sequestro penale e/o amministrativo, gli esemplari di fauna ittica ancora vivi venivano immediatamente liberati nel Canal Bianco a Baricetta, quelli morti destinati invece a distruzione.

Sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per un totale di 4.500,00 Euro e segnalate all’Autorità Giudiziaria un totale di sei persone.

Certamente, in futuro, considerato l’esito allarmante dell’operazione, ovverosia, quattro equipaggi irregolari su quattro equipaggi monitorati, i controlli si andranno sicuramente ad incentrare anche nella rete di commercializzazione, che pare essersi strutturata anche con il sostegno di compiacenti operatori italiani del settore del mercato del pesce fresco.

L’attività si è svolta nell’ambito ed in applicazione del Protocollo d’intesa finalizzato al contrasto alla pesca illegale nel bacino del fiume Po, prorogato nel marzo 2022, tra Prefettura di Torino,  Milano, Bologna, Venezia, Regione Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto ed Autorita di Bacino del fiume Po.

Articolo di Lunedì 21 Marzo 2022

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