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SANITA’

I problemi di bilancio rimangono irrisolti

Il piano industriale approntato dal Cda non ha risolto la crisi della Casa del Sorriso del comune di Badia Polesine (Rovigo)

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Dopo qualche tempo, il Comitato dei familiari fa sentire la propria voce e lo fa in occasione dell’approvazione, il 21 marzo scorso, del bilancio deliberato dal Consiglio di amministrazione della Casa, ancora una volta in negativo.

Evidentemente si sostiene “Il piano industriale improntato da questo Cda non è in grado di risolvere i problemi di bilancio”.

Il bilancio è ancora in negativo e non inverte il trend che da almeno 10 anni segnala la crisi della Casa del Sorriso.

Il Comitato si sofferma ad esaminare anche le rette.

Balza all’occhio come le rette a libero mercato passino da 98 euro al giorno a 75 euro; questa quota viene applicata anche a chi si trova già da 60 giorni al nucleo Sapa a 36 euro al giorno. Questa quota a 75 euro sarà per tre mesi, cioè il tempo ritenuto sufficiente per ottenere l'impegnativa di residenzialità.

“Questa nuova quota va in parte a soddisfare le nostre richieste …” come più volte avevano sottolineato i familiari una retta a 98 euro al giorno era insostenibile. L'impegnativa di primo livello, invece, è stata rialzata da 52 a 54 euro in camera doppia mentre sono rimaste invariate le altre rette, comprese quelle di secondo livello a 59 euro che, secondo il parere del Comitato, “…andrebbero riviste al ribasso”.

Queste disposizioni in teoria dovrebbero favorire l'entrata di nuovi ospiti e la loro permanenza in struttura, “…speriamo sia così” anche perché in alcuni incontri avuti in Prefettura i familiari avrebbero sentito dire dalla dr.ssa Domenica Lucianò (Direttore del Distretto di Rovigo) che non c’erano problemi per l'erogazione delle impegnative.

Un altro tema che affligge i familiari è quello delle visite ai propri cari. “Da più di due anni - dicono - non abbiamo la possibilità di abbracciarli in modo totale. Le restrizioni applicate hanno lasciato il segno. Ancora oggi per incontrarli possiamo andare solo uno alla volta e separati da una barriera in pvc che se da una parte tutelano dal contagio dall'altra mortificano l'incontro. Nuove disposizioni della Regione Veneto concedono miglioramenti negli accessi dei visitatori, ma non sono ancora recepite dalla struttura”.

Un altro appunto viene mosso sulla Cooperativa di servizi che ha preso in gestione assistenziale il padiglione B. “A maggio scade il periodo di prova, ci chiediamo se questa scelta voluta dall'attuale Cda sia stata vantaggiosa dal punto di vista economico e se il servizio effettuato è stato all'altezza degli standard che la casa ha sempre offerto”. Questa valutazione andrebbe svolta con il contributo delle opinioni di diverse figure, a partire dalla dirigenza, dai rappresentanti degli ospiti e dei lavoratori.

Infine preoccupa i familiari lo stato di agitazione del personale che non trova un’adeguata risposta.

“Non sta a noi trarne le conclusioni – conclude il post - ma alla politica, tuttavia ci sembra che anche questo Cda, come il precedente, non sia riuscito a risolvere i problemi economici in cui si trova la casa”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Martedì 29 Marzo 2022

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