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TEATRO

Con “La Parrucca” è calato il sipario sulla stagione teatrale al Ballarin

Una lusinghiera cornice di pubblico ha tributato convinti applausi all’atto unico, portato in scena al Ballarin di Lendinara (Rovigo) da Maria Amelia Monti e Roberto Turchetta.

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LENDINARA (Rovigo) - Il 29 marzo, al Ballarin è calato il sipario sulla stagione teatrale 2021/22 con una commedia agrodolce degli anni ’70 di Natalia Ginzburg: “La Parrucca”. Una lusinghiera cornice di pubblico ha tributato convinti applausi all’atto unico, portato in scena da Maria Amelia Monti e Roberto Turchetta.

La trama vede una coppia girovaga e problematica affrontare la crisi del settimo anno. Lei (Betta) è una donna irrisolta, perennemente spaventata dalle novità, depressa e annoiata. Lui (Massimo) è un uomo perennemente insoddisfatto che passa da un lavoro all’altro ma che vorrebbe fare l’artista. I due però devono fare i conti con le difficoltà economiche, che li costringono a chiedere aiuto alla madre di Lei.

Nella scena iniziale i due si trovano per la prima volta in un appartamento in affitto, che però si rivela fatiscente e ben lontano dalle attese. A Betta non piace la nuova casa e quel paesino di mare. Massimo, invece, spera di trovare un lavoro nell’azienda di un suo vecchio amico d’infanzia idolatrato e mitizzato, che non vede da 14 anni e la convince a restare. Solo che l’amico si rivela pieno di problemi e non lo riceve nemmeno.

Così la coppia riparte proprio quando Betta cominciava ad affezionarsi a quel luogo e alla casa, ma il marito cerca una nuova grande occasione e la trascina via.

Da uno squallido appartamento in affitto, attraverso uno sgradito trasloco, i due approdano in un piccolo albergo isolato, dove si sono rifugiati per un guasto dell’automobile. Nella seconda parte, catapultata in avanti di qualche anno, ritroviamo Betta a pettinare una parrucca, forse l’unico regalo significativo fattole dal marito. Massimo è nel frattempo divenuto pittore di quadri che la moglie detesta. Tra i due, le cose non vanno bene e le discussioni si trasformano in violenti litigi. Finché Betta appare disperata e dolorante nel letto, perché Massimo l’ha picchiata. Dopo aver urlato al marito la sua rabbia e la sua frustrazione per un matrimonio che non funziona più, nella scena finale la Protagonista telefona alla madre e le rivela di essere incinta di un uomo con cui ha una relazione clandestina.

Ne “La Parrucca” è possibile cogliere una morale. Le differenze caratteriali e di ceto sociale, insieme ai fallimenti personali, possono riaffiorare in qualunque momento e in ogni coppia, soprattutto quando affiorano le difficoltà economiche. Nella telefonata finale di Betta con la madre, inoltre emergono tutte le ipocrisie di una società indifferente alle violenze familiari in cui la moglie deve quasi sentirsi in colpa per le nevrosi del marito.

Semplice ed essenziale la coreografia, in perfetto stile Ginzburg. Quanto agli interpreti, l’attrice milanese è parsa convincente nel sostenere la scena, soprattutto nel lungo monologo finale. A Turchetta invece è bastata la prima parte per definire la personalità del marito facendolo sembrare presente anche nell’assenza della seconda parte. In definitiva, la Ginzburg manda in scena i piccoli e grandi drammi personali raccontandoli in chiave ironica.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Mercoledì 30 Marzo 2022

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