AMBIENTE ED ENERGIE RINNOVABILI
Luigi Viaro blocca sul nascere qualsiasi polemica per i campi fotovoltaici votati dal consiglio comunale
La querelle contro il fotovoltaico in campagna, per il sindaco, sta assumendo contorni da contrapposizione ideologica non supportata da oggettivi elementi di conoscenza. "Opporsi a questa possibilità significa anche opporsi al recupero di aree degradate"
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Gli interventi di mascheramento previsti dal Tecnico comunale nell’illustrare il provvedimento nell’ultimo consiglio, ad alcuni non sono parsi convincenti. Qualcuno, infatti, è convinto che mascherare il fotovoltaico non risolva il presunto problema del consumo di suolo (questione cara alla Coldiretti, ma smentita dalle norme nazionali che non considerano l'insallazione di pannelli fotovoltaici come consumatori di suolo, anzi, l'agro fotovoltaico è previsto come misura necessaria dal Pnrr) e che sarebbe meglio posizionare i pannelli sui tetti delle zone industriali. Qualcun altro si spinge sul tema della difesa ambientale, lamentando il mancato coinvolgimento delle Consulte delle frazioni nella decisione assunta dal consiglio con voto anche dei consiglieri della Lega.
Il sindaco Luigi Viaro interviene per smontare qualsiasi polemica sulla base delle normative vigenti e dei compiti comunali in materia.
“Il “Piano del Sindaco” – fa notare Viaro – è lo strumento urbanistico che il Comune ha il dovere di tenere aperto per raccogliere le istanze dei cittadini. È l’Ufficio urbanistico che vaglia le istruttorie che, qualora ammissibili a norma di legge, sono portate all’esame del Consiglio comunale. È successo con il diniego per la trasformazione di un capannone in luogo di culto per la comunità islamica. Così è stato, anche se con esito diverso, per il fotovoltaico”.
Con questa variante, pertanto, l’Amministrazione ha semplicemente concesso un nulla osta preliminare al possibile iter realizzativo. In ogni caso spetta poi alla Regione l’approvazione dei progetti per la realizzazione di impianti. “D’altra parte se la legge prevede questa possibilità – rileva ancora il Sindaco – come potrebbe l’Amministrazione giustificare il no?”
La querelle contro il fotovoltaico in campagna, a parere di Viaro, sta assumendo piuttosto i contorni della contrapposizione ideologica non supportata da oggettivi elementi di conoscenza. Spiega, infatti: “Quello previsto nelle cinque aree individuate con la nuova variante urbanistica, è un agro fotovoltaico che interessa aree compromesse dal punto di vista ambientale; di queste una è attraversata da un elettrodotto e in un'altra c’era un allevamento di maiali”. Opporsi a questa possibilità, secondo il Primo cittadino, significa anche opporsi al recupero delle aree degradate. L’Amministrazione non fa ideologia nelle scelte operate ma opera semplicemente nel rispetto delle regole, senza contare che i fondi ricavati dalle concessioni (stimati in circa mezzo milione di euro) saranno investiti in opere pubbliche per la città.
“Piuttosto che ritrovarsi con realizzazioni indesiderate e senz’alcun vantaggio per la collettività, come purtroppo è successo a suo tempo con gli interventi sulle biomasse, - ammette autocriticamente il Sindaco (che faceva parte di quell’amministrazione) - è meglio condividere con l’Ente superiore le destinazioni d’uso e ricavarne un utile per Lendinara”.
Ben venga dunque il dibattito, è la conclusione di Viaro, purché sia informato e portato avanti con cognizione di causa, cioè con conoscenza delle normative e facendo proposte sensate.
Ugo Mariano Brasioli
Articolo di Venerdì 1 Aprile 2022
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