OMICIDIO
Il giallo della donna uccisa e fatta a pezzi, potrebbe esserci un secondo borsone
Giovane donna uccisa, decapitata e poi lanciata nel fiume Po, proseguono le indagini dei Carabinieri di Rovigo per dare un volto alla vittima. Chi ha ucciso, e tentato di far sparire il cadavere, sa il fatto suo
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OCCHIOBELLO (Rovigo) - Un caso che ricorda quello recente di Carol Maltesi, in arte Charlotte Angie, la famosa attrice hard fatta a pezzi dal proprio assassino. I resti sono stati trovati in quattro sacchi dell’immondizia vicino ad una scarpata a Borno, in provincia di Brescia. In questo caso il corpo martoriato è stato riconosciuto, e gli inquirenti hanno trovato anche il colpevole reo-confesso. Era un amico e vicino di casa della vittima. Un gioco hard finito malissimo, ha provato a sbarazzarsi del cadavere, ma una volta trovato il corpo della donna scomparsa, il castello di carta, costruito per sviare le indagini, è crollato.
Lunedì 4 aprile il ritrovamento di un cadavere di una giovane donna di carnagione bianca, era all’interno di un borsone lanciato nel fiume Po, la ragazza era senza testa (LEGGI ARTICOLO), restano ancora ignote le cause del decesso. Il borsone è stato trovato da un dipendente di Aipo (agenzia interregionale per il fiume Po), si è insospettito ed ha chiamato i Carabinieri. I militari dell’Arma hanno immediatamente inibito l’accesso a tutta la zona, mantenendo il massimo riserbo, soprattutto dopo la macabra scoperta. Indagini difficili, ma la secca del Po potrebbe aver dato una grossa mano agli inquirenti.
L’efferato omicidio, perchè di tale si stratta, è stato compiuto non più di tre settimane fa, al massimo un mese. Sono presenti ancora i tessuti molli, l’esame autoptico ha dato delle indicazioni importanti, purtroppo per l’esito dell’esame del Dna servirà un mese. E’ fondamentale per sapere l’identità della vittima. Intanto la Procura di Rovigo sta vagliando tutte le ultime sparizioni compatibili con il tempo intercorso tra il delitto, ed il ritrovamento.
Un giallo nel giallo. Vicino c’è il ponte dell’Autostrada, il corpo della donna è stato trovato vicino al Parco della Rotta, nei pressi di via Malcantone, per la siccità il borsone è rimasto incagliato nei massi disposti nel 1951 a seguito dell'alluvione del Polesine (GUARDA IL VIDEO). Manca la testa, e forse non solo quella, di qui l’ipotesi di un secondo borsone. Resta da capire se è stato gettato dallo stesso punto, o se è stato fatto sparire con modalità diverse.
Il fatto che manchi è un indizio importante, chi ha ucciso ed occultato il cadavere sa il fatto suo, non è uno sprovveduto. Il sostituto procuratore Andrea Bigiarini sta coordinando le indagini del giallo che ha sconvolto il Polesine, non sarà semplice per i Carabinieri del comando provinciale di Rovigo chiarire la vicenda. La donna potrebbe essere anche straniera, il che complicherebbe ulteriormente la ricerca dell’identità. Si potrebbe aprire anche la pista della criminalità organizzata legata al mondo della prostituzione, ipotesi che probabilmente è già al vaglio degli investigatori. La donna si potrebbe essere ribellata ai propri aguzzini. Ipotesi in attesa di risposte.
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