Condividi la notizia

EVENTI

Il vero segreto per Andreotti è che non esistono segreti incoffessabili

Alla biblioteca Beccari  di Lendinara (Rovigo), Stefano Andreotti  ha presentato il suo libro di oltre 700 pagine, incentrato sulla drammatica stagione degli anni di piombo

0
Succede a:

LENDINARA (Rovigo) – Venerdì sera, con i saluti istituzionali del Sindaco Luigi Viaro e la presenza degli Assessori Francesca Zeggio e Franco Fioravanti, alla biblioteca Beccari si è tenuto il programmato incontro con l’Autore. Ospite Stefano Andreotti che ha presentato il suo libro di oltre 700 pagine, incentrato sulla drammatica stagione degli anni di piombo. Il Sindaco, introducendo la serata ha ricordato come “Questi incontri con l’autore, siano momenti di provocazione culturale per quanto riguarda la periferia, in cui risiedono delle potenzialità importanti da mettere in rete”.

Il volume presentato è tratto da una nuova serie dei diari inediti di Giulio Andreotti e prosegue il successo del precedente volume sugli anni Ottanta, scritto con la sorella Serena.

Nel nuovo lavoro Stefano, utilizzando appunti e documenti di suo padre, uno dei più importanti protagonisti della Prima Repubblica, ha pensato di affrontare uno dei periodi più travagliati della storia italiana. Un decennio sospeso fra attentati terroristici, crisi economica, crisi energetica e grandi riforme che videro l’istituzione delle Regioni, dello Statuto dei lavoratori, l’introduzione del divorzio, il nuovo diritto di famiglia, la legge sull’aborto, la maggiore età ai diciottenni.

La stagione terroristica degli anni di piombo iniziò nel 1969, con l’uccisione dell’agente di pubblica sicurezza Antonio Annarumma e proseguì insanguinando l’Italia con lo stillicidio degli agguati delle Brigate rosse e degli altri gruppi terroristici fin dopo la morte di Aldo Moro, cioè fino al 1980 con la strage della stazione di Bologna.

Stefano Andreotti, per la verità, ieri sera ha indugiato sulla vita privata e familiare dell’esponente democristiano rivalutandone l’aspetto umano, normalmente celato da un autocontrollo considerato glaciale. Sono così emersi piccoli segreti di una famiglia normalissima, con un padre poco presente (lavorava anche la domenica mattina), che delegava alla moglie l’ordinaria amministrazione. “Era però affettuosissimo, specialmente con i nipoti, benché ligio e coerente con i suoi principi morali cattolici”.

Una normalità che fa capolino a pagina 592, in un appunto appena accennato che rivela un mancamento di Giulio per il trauma subito alla notizia del rapimento di Aldo Moro e della strage della sua scorta. Un altro elemento che scalfisce il mito andreottiano dell'imperturbabilità. Da quei diari comunque emerge un formicaio d’interessi, interferenze e depistaggi, che fanno trasecolare il lettore, fino al prevalere finale della ragione di Stato.

Il pregio maggiore di questo libro sta proprio nel raccontare i retroscena di un periodo cruciale e controverso della storia italiana, fornendo un contributo sul pensiero dello Statista.

Agli aneddoti personali si sono alternate riflessioni politiche sui rapporti con gli Stati Uniti, l’Europa, mani pulite, la cosiddetta seconda Repubblica, fino alle accuse ad Andreotti di collusione con la Mafia, che lo fecero molto soffrire. “Certamente - ha detto Stefano - oggi qualcuno si approfitta del fatto che mio padre non c’è più e non può quindi ribattere, tirando fuori le più incredibili congetture ma la storia, quando prenderà il posto della cronaca spiccia, potrà riequilibrare tanti giudizi”.

D’obbligo la domanda definitiva giocata suisegreti dei diari segreti”. La risposta è stata che, in barba a qualsiasi dietrologia, il vero grande segreto nascosto in quei diari è che non esistono grandi segreti o verità inconfessabili. “Di sicuro mio padre era l'opposto di ciò che è stato rappresentato nel film Il Divo”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Domenica 10 Aprile 2022

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di Rovigo.News