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La fusione di Polesine acque in Cvs e la nascita di Acquevenete: una sfida vinta

Leonardo Raito, presidente del Consiglio di bacino idrico Ato Polesine, elogia la bontà della condotta pedemontana che porta acqua potabile in pianura senza obbligarne la potabilizzazione dai fiumi

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ROVIGO - Nei giorni scorsi a Cavarzere è stata inaugurata ufficialmente la linea acquedottistica che porta in Polesine l’acqua delle risorgive del Brenta. "Il Savec ufficialmente in funzione è una buona notizia per i cittadini della provincia che potranno finalmente approvvigionarsi di ottima acqua, con un’operazione che ci consentirà di dismettere progressivamente le centrali di potabilizzazione sui fiumi che obbligavano a costosi processi di pulizia e purificazione della risorsa primaria, giunta quasi a valle con pesanti carichi di metalli e componenti inorganiche trasportate dagli scarichi dei bacini delle grandi città industrializzate del nord" afferma il presidente del Consiglio di bacino idrico polesano Leonardo Raito.

"L’operazione Savec, così come gli svariati milioni di euro investiti in Polesine sulle reti acquedottistiche e fognarie senza alcun aumento di tariffa, sono il frutto positivo dell’azione di Acquevenete, società dimensionata per reggere le sfide del presente e del futuro legate al servizio idrico integrato. Ed è giusto qui rivendicare la scelta di quel gruppo di sindaci polesani che si batté fino all’ultimo per la fusione con il Cvs di Monselice che avrebbe consentito la nascita di una società al servizio di mezzo milione di veneti, superando ostacoli politici dettati, in quel momento, soprattutto del no dei comuni di Rovigo e Adria, che capeggiavano un gruppo di amministrazioni contrarie al superamento di Polesine Acque.

A cinque anni di distanza, di quelle posizioni, evidentemente pretestuose e particolaristiche - insiste Raito - non si vede neanche più l’ombra e neanche i colleghi critici di allora oggi criticano o contestano la gestione della società. Il servizio idrico integrato e le sue articolazioni necessitano di una struttura organizzata, dinamica ed efficiente, in grado di adeguarsi alle normative in costante evoluzione e di vincere e sfide prossime venture legate alla qualità della risorsa e alla riduzione degli impatti ambientali, con la possibilità di ottenere risorse e finanziamenti anche dai bandi del Pnrr. Il mondo politico polesano non può tuttavia esimersi da una riflessione sul passato e che, nel presente, potrebbe anche favorire altre operazioni societarie e di allargamento: quella di Acquevenete è stata una sfida vinta. Una sfida vinta che andava e va nella direzione degli interessi del Polesine e dei suoi cittadini" conclude il sindaco di Polesella pensando, forse, ad una futura fusione nell'ambito del bacino rifiuti.
Articolo di Domenica 10 Aprile 2022

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