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POLIZIA DI STATO

Viva la Polizia di Stato, viva l’Italia

Verranno potenziati anche i Commissariati di Adria e Porto Tolle, lo ha annunciato il Questore di Rovigo durante le celebrazioni del 170° anniversario della Polizia di Stato

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ROVIGO - “Dopo tre anni torniamo a celebrare questa ricorrenza tra la nostra gente, tra i nostri concittadini: tutto questo ci è mancato. Ci è mancato perché la nostra essenza, la nostra vocazione è quella di operare tra la gente, per la gente, insieme alla gente. Ed è per questo che abbiamo voluto svolgere la cerimonia In questa meravigliosa cornice situata in una delle principali piazze della nostra città, proprio per tornare in mezzo ai nostri concittadini”.

Sono le parole del Questore di Rovigo, Giovanni Battista Scali, durante le celebrazioni del 170esimo anniversario della fondazione della Polizia di Stato di martedì 12 aprile, al Teatro Sociale di Rovigo.

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“Ci sarebbe piaciuto celebrare questa ricorrenza in una maniera più gioiosa, permettetemi, più spensierata, ma le drammatiche notizie di ciò che sta avvenendo a circa 1500 km di distanza da qui non ce lo permette”. Al Teatro sociale di Rovigo presenti anche i bimbi e le mamme giunte dall’Ucraina duramente colpita dal conflitto di queste settimane. (LEGGI ARTICOLO)

“Non mi dilungherò a fornire dati statistici dell'attività svolta in questi tre anni  - ha sottolineato Giovanni Battista Scali - anche perché sono dati disomogenei, che riguardano periodi che comprendono il lockdown o il cosiddetto "coprifuoco", dati quindi diversi da quelli che sarebbero stati se non fossimo stati colpiti da questa pandemia, mi limiterò a fare alcune riflessioni”.

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“In questi ultimi due anni tutti noi abbiamo dovuto cambiare le nostre abitudini, la nostra gestualità, ciò che era vietato è diventato obbligatorio, penso ad entrare in banca col volto travisato, e ciò che prima era normale, in alcuni momenti, non lo era più, penso all'andare in giro con il volto scoperto, riunirsi con le proprie famiglie.

E noi poliziotti abbiamo dovuto cambiare i nostri metodi operativi non più finalizzati solo alla prevenzione e repressione dei reati e alla tutela del!' ordine e della sicurezza pubblica ma anche alla salvaguardia della salute per contenere la diffusione del Covid-19.

Abbiamo dovuto imparare a contrastare un avversario diverso, subdolo, utilizzando strumenti diversi dal solito. Sono dovuti mutare i punti di vista: una lite in famiglia non era pericolosa solamente per ciò che poteva accadere durante l'intervento ma anche perché, entrando in una casa, i nostri operatori non sapevano se ne sarebbero usciti con un ospite indesiderato che magari li avrebbe seguiti sino alle loro abitazioni, coinvolgendo i loro familiari.

Tutto questo però non ha fatto venir meno il nostro impegno. Anzi, la nostra attività, pur con le difficoltà del momento, con le legittime paure che tutti noi abbiamo avuto e stiamo ancora vivendo, con grande professionalità non disgiunta a quelle doti umane che ci caratterizzano, ha mantenuto il nostro tema celebrativo: Esserci Sempre, tra la gente, per la gente, insieme alla gente”.

“Esserci Sempre - ha continuato nel suo intervento il Questore di Rovigo, Giovanni Battista Scali - non solo come garanti dell'ordine e della sicurezza pubblica, non solo nel contrasto al crimine ma anche nell'essere solidali e vicini ai cittadini meno fortunati della nostra provincia.

Esserci Sempre nel sanzionare quei comportamenti non consentiti ma mantenendo sempre quel giusto equilibrio richiesto dalla situazione emergenziale.

E il nostro impegno trova oggi il suo massimo riconoscimento con il conferimento del Presidente della Repubblica alla nostra bandiera della medaglia d'oro al valor civile proprio per "l'eccezionale valore e senso del dovere" mostrato dai nostri appartenenti durante l'emergenza pandemica.

Ma tutto questo non ci ha fatto trascurare l'ordinario, dalla gestione delle pratiche amministrative all'attività di Polizia Giudiziaria, dalla difesa delle "fasce deboli" alla tutela dell'ordine pubblico: anche in questo periodo lo abbiamo garantito. Proprio nei confronti delle cosiddette "fasce deboli", i nostri giovani ed i nostri anziani, sono partiti alcuni progetti di informazione ed educazione mirati a prevenire comportamenti illegali dei quali gli stessi possono essere autori o vittime: mi riferisco a I bullismo, all'uso o abuso di sostanze stupefacenti o alcooliche, alle truffe agli anziani. Quest'ultimo è un reato particolarmente odioso che colpisce una parte della nostra popolazione particolarmente indifesa e che si basa sulla fiducia mal ripagata che gli anziani ripongono nel prossimo.

Una particolare attenzione è stata rivolta anche alla "violenza di genere" che in questi anni, a causa della convivenza forzata e, mi piace pensare, per una maggiore consapevolezza delle vittime, ha visto aumentare le denunce, gli interventi delle nostre Volanti. Accanto alle campagne di sensibilizzazione, prima di tutte "questo non è amore", per cercare di arginare questo triste fenomeno, che coinvolge e vede come vittime anche i figli, è stato recentemente sottoscritto un protocollo, denominato "Zeus", mirato al recupero degli uomini maltrattanti: se non vi è consapevolezza degli autori di questi reati di ciò che stanno facendo non vi è possibilità che gli stessi pongano fine alle loro condotte violente.

Ma Esserci Sempre riguarda anche la nuova emergenza, quella relativa al conflitto bellico in atto: assicurare l'accoglienza dei profughi che, loro malgrado, sono costretti a lasciare la propria terra in cerca di un luogo sicuro, spesso in attesa di poter tornare nella loro martoriata Patria.

Noi ci siamo: abbiamo previsto delle aperture straordinarie dell'Ufficio Immigrazione a loro dedicate proprio per poter fronteggiare la situazione e cercare di rispondere alle esigenze nel modo più celere possibile.

Sempre nell'ambito del nostro tema celebrativo Esserci Sempre, grande attenzione è stata dedicata al controllo del territorio: grazie al piano di incremento previsto dal Dipartimento della P.S. è stato aumentato il numero degli operatori a ciò deputato e nei prossimi mesi, grazie a nuove immissioni, verranno potenziati anche i Commissariati di Adria e Porto Tolle.

Ai servizi ordinari di controllo del territorio si sono aggiunti i controlli straordinari effettuati mediante l'impiego delle pattuglie del reparto prevenzione crimine di Padova sul territorio provinciale, servizi spesso nati da specifiche esigenze segnalate dai Sindaci in sede di Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica”.

“Desidero porgere gli ultimi saluti e ringraziamenti: ai miei funzionari che quotidianamente svolgono al mio fianco il fondamentale ruolo di direzione degli uffici e allo staff che, sapientemente coordinato dal Vicario, ha organizzato questa cerimonia.

Ai nostri familiari, intesi in tutte le forme: mogli, mariti, compagne, compagni e figli che con noi poliziotti condividono le gioie e le amarezze, le speranze e le preoccupazioni, i trionfi e le sconfitte del nostro quotidiano. AI personale dell'Amministrazione Civile dell'Interno che ci coadiuva giornalmente nell'espletamento dei gravosi compiti d'istituto.

E l'ultimo saluto non può essere che per tutte le donne e gli uomini della Polizia di Stato della provincia di Rovigo dei quali ho l'onore di essere il Questore: grazie per il vostro lavoro. Viva la Polizia di Stato viva l’Italia”.

 

Articolo di Martedì 12 Aprile 2022

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