COMUNE
Il ponte in chiatte in un nuovo progetto culturale
Al ponte in chiatte il Comune di Polesella (Rovigo) ha deciso di dedicare un progetto culturale, per il quale è stato richiesto un contributo alla Regione del Veneto. Ne parla il sindaco Leonardo Raito
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POLESELLA (Rovigo) - Il ponte in chiatte sul Po tra Polesella e Ro Ferrarese ha rappresentato, tra fine ottocento e gli anni ottanta del novecento, uno degli snodi viari fondamentali per i collegamenti tra il Veneto e l’Emilia Romagna.
Il ponte, caratteristico e affascinante come i manufatti che fisicamente facevano vivere l’acqua come elemento naturale del più grande fiume italiano, è stato anche il centro di percorsi sociali, economici e identitari per il Polesine. Ha dato infatti corso a un’economia legata al passaggio e al transito di mezzi che attraversavano il centro del paese, è stato oggetto di rapporti politici e di regolamentazioni amministrative ed economiche tra i soggetti coinvolti (i comuni e le province), ha dato luogo a processi identitari con profondi riflessi sulle popolazioni, è stato inoltre oggetto di narrazione, di articoli, romanzi, trasposizioni cinematografiche.
Uno degli aspetti più interessanti del ponte è legato alle memorie che ha saputo imprimere: memorie di viaggio, di sport, di economia, di pesca, di immagine legata all’idrologia del fiume Po; immagini fotografiche che rendevano il ponte come un unicum per un ricordo, un passaggio, una o tante storie.
Il ponte in chiatte fu abbandonato agli inizi degli anni ottanta, quando entrò in funzione l’attuale manufatto in cemento e il volume di traffico di diverse migliaia di veicoli al giorno, fu dirottato dal centro di Polesella alla periferia attraverso l’arteria provinciale che lo collega alla Strada statale 16, come una tangenziale.
Al ponte in chiatte il Comune di Polesella ha deciso di dedicare un progetto culturale, per il quale è stato richiesto un contributo alla Regione del Veneto. Ne parla il sindaco Leonardo Raito: “Il percorso di studio e di ricerca, che spazia dagli ambiti storici, ingegneristici, etnografici e socio economici, prevede il recupero (e, se possibile, anche la digitalizzazione) della documentazione d’archivio concernente il Ponte, la raccolta di testimonianze anche videofilmate sul Ponte, le storie e le memorie connesse al manufatto, un convegno da realizzarsi a Polesella e la realizzazione di un volume. Il ponte è stato un elemento fortemente legato all’identità del territorio e della regione e, se la Regione Veneto deciderà di sostenere il percorso, ci sarà la possibilità di aprire importanti collaborazioni sempre nel segno della valorizzazione del fiume Po e dei suoi ambiti”.
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