POLITICA
Ritornare ai pozzi artesiani per irrigare le coltivazioni?
L’ipotesi estrema formulata dal Pd di Trecenta (Rovigo) in relazione alla grave situazione idrica ed energetica attuale e probabilmente futura
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TRECENTA (Rovigo) - Ritornare ai pozzi artesiani per irrigare le coltivazioni? È l’ipotesi estrema formulata dal Pd di Trecenta in relazione alla grave situazione idrica ed energetica attuale e probabilmente futura.
Secondo l’analisi del partito, pur essendo caduti nei giorni scorsi alcuni millimetri di pioggia, dopo più di 100 giorni di siccità, il mondo agricolo e tutta la filiera legata alle materie prime sta andando in forte sofferenza e dovrà affrontare uno degli anni più bui di questi ultimi 30 anni.
Il capogruppo consigliare Gilberto Bianchini, fa proprio l’allarme lanciato dai Consorzi di Bonifica Adige Po e Delta Po, che hanno dichiarato d’essere in difficoltà a garantire l’approvvigionamento idrico del territorio, tanto più che la portata di acqua nei due maggiori fiumi Adige e Po è a livelli minimi e anche la risalita del cuneo salino sta creando problemi. Anche l’Associazione Coldiretti, per i propri associati, è sulla stessa lunghezza d’onda.
Secondo il gruppo Dem di Trecenta, la siccità si sta dimostrando una sfida epocale sempre più frequente e occorre promuovere politiche efficaci, attraverso nuovi invasi, la lotta agli sprechi e alle perdite degli acquedotti, la verifica del reticolo irriguo e della salute dei corpi idrici.
In particolare occorre un piano per l’irrigazione regionale con tecniche innovative e di precisione come la pluvi-irrigazione, il riutilizzo dell’acqua per usi non civili, campagne informative ai cittadini per il possibile risparmio nell’uso quotidiano dell’acqua.
Inoltre la guerra in Ucraina e le sanzioni alla Russia fanno scarseggiare non solo le forniture energetiche, ma anche l’importazione di alimenti e materie prime. Tutto questo aggiungendosi alle avversità metereologiche, mette in difficoltà gli agricoltori che devono fare i conti anche con l’aumento del prezzo del gasolio agricolo e dei concimi che ricadranno nei costi della filiera alimentare.
Di fronte a questa emergenza, dal Decreto Energia varato dal Governo, arrivano a favore dell’agricoltura polesana 500 mila euro, insufficienti a coprire i maggiori costi degli agricoltori, pur essendo una buona base di partenza per aiutare tutto il settore. È però necessario mobilitare maggiori fondi nel Bilancio della Comunità Europea per lanciare un Piano Straordinario Rurale. Diversamente, è la conclusione del comunicato, in costanza della scarsità delle precipitazioni meteorologiche soprattutto sulla pianura padana gli agricoltori potrebbero essere obbligati a ritornare ai pozzi artesiani per irrigare le coltivazioni.
Ugo Mariano Brasioli
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