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RUGBY

Pasqua ovale

La Pasqua e il rugby, nel 1948 la Nazionale italiana tornò in campo per la prima volta dopo la guerra proprio a Rovigo con cinque Bersaglieri in campo

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ROVIGO - Pasqua ha avuto spesso a che fare con l’ovale del rugby oltre che con il tradizionale uovo.

Nel 1948  la nazionale italiana di rugby tornò in campo per la prima volta dopo la guerra. La passione rugbystica era stata tramortita dal regime fascista e sebbene Milano e Roma continuavano a primeggiare, fu Rovigo, e il suo pubblico, già molto numeroso in quel terribile dopoguerra, ad ospitare gli Azzurri: avversario la Francia, affrontata solo due volte in precedenza, a Roma nel 1935 (sconfitta 44-6) e a Parigi nel 1937 (sconfitta 43-5).  Vinsero i transalpini (con la squadra B) per 39-6 ma i tifosi rodigini, oltre ad ammirare i maestri francesi, applaudirono cinque propri atleti esordire in maglia azzurra: Vittorio Borsetto pilone sinistro, Vittorio Vicariotto seconda linea, Francesco Battaglini e Renzo Maini in terza linea, Pietro Stievano, ala, giudicato il migliore in campo degli azzurri. Maci era in Francia col Vienne e dunque non venne convocato. Per il fratello Checco fu record, tuttora imbattuto: esordio in nazionale a 36 anni. La partita doveva svolgersi un mese prima, ma un’abbondante nevicata costrinse al rinvio.

L’Italia tornò a Rovigo il 25 ottobre 1970 (Italia-Romania 3-14), nel nuovo stadio di viale Alfieri, con Angelo Visentin e Isidoro Quaglio in campo.

La Pasqua del 1951 vide il Rovigo espugnare 6-3 il campo dei rivali del Parma, aggiudicandosi il primo titolo italiano della sua storia. Erano tempi grami per i rugbysti: alla vigilia della partita un gruppo di tifosi regalò ai giocatori la loro prima tuta sportiva, così da potersi presentare decorosamente all’appuntamento. Giocarono Giordano Campice; Pietro Stievano, Romano Bettarello, Gastone Cecchetto, Luigi Guandalini; Riccardo Santopadre, Aldo Cecchetto Milani; Maci Battaglini, Vittorio Borsetto, Giancarlo Malosti; Evandro Ferrari, Vittorio Vicariotto; Italo Costantini, Paolo Favaretto, Romildo Gabanella. Quattro di loro, Maci, Campice, Vicariotto e Costantini, erano stati in campo insieme anche il 23 aprile 1939, per il titolo Gil. Il cerchio si chiuse, Campice e Costantini appesero le scarpe al chiodo, Vicariotto lo fece dopo altri tre scudetti, Maci nel 1956.

E nel giorno di Pasqua del 1910 si giocò la prima partita di rugby in Italia, al Motovelodromo di Torino, tra lo Sporting Club Universitaire di Parigi e il Football Club Servette di Ginevra. I parigini, in casacca bianconera a striscioni orizzontali, marcarono 10 mete, 3 calci di trasformazione e 1 calcio di rimbalzo, imponendosi 40-3 sugli svizzeri, in maglia granata. Scintille ovali, che diventarono fuoco molto tempo dopo.

Alberto Guerrini

Nella foto: da sinistra Turcato, Maci Battaglini, Borsetto, Campice, Osti, Checco Battaglini, Sartori, Gabanella, Cecchetto, Malosti a Tolone il 14 gennaio 1951 (per gentile concessione Alda Rebora Campice-archivio Mondovale)

Articolo di Domenica 17 Aprile 2022

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