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POLESINE

Una bella storia d'amore per il prossimo

Rosalia Altobello (per tutti Rosetta), classe 1940, ha portato avanti i frutteti di famiglia offrendo lavoro ai bisognosi segnalati dalla Parrocchia. La sua storia è di quelle che commuovono, verrà premiata nella sala consiliare a Badia Polesine

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BADIA POLESINE (Rovigo) – Dopo la pausa biennale imposta dal Covid-19, in occasione della festa dei lavoratori, domenica primo maggio riprenderà la consolidata tradizione dell’assegnazione delle benemerenze del lavoro. Un riconoscimento che l’Amministrazione comunale e Pro Loco destinano a concittadini che si siano distinti per l’impegno anche nell’ambito sociale.

Fra questi ci sarà una signora che ha speso gran parte della sua vita in favore del prossimo in difficoltà. Si tratta di Rosalia Altobello (per tutti Rosetta), classe 1940, “agricoltrice-casalinga” (come si autodefinisce) che ha portato avanti i frutteti di famiglia offrendo lavoro ai bisognosi segnalati dalla Parrocchia. La sua storia è di quelle che commuovono, toccano il cuore e fanno capire che la solidarietà esiste e migliora la vita della comunità.

Dopo la morte prematura della figlia, Rosetta ha deciso di trasformare il suo dolore in solidarietà verso i meno fortunati “Questo - dice - mi ha aiutato a superare la disperazione, distraendomi dai brutti pensieri e in qualche modo mi ha salvato”.

Rosetta iniziò il suo apostolato laico collaborando con la Caritas e la Parrocchia (dove ha fatto la catechista per dieci anni), spendendosi in prima persona per i ragazzi disabili e le loro famiglie. “Se allungassimo una mano anche a loro trovando il tempo per ascoltarli - sostiene convinta Rosetta - scopriremmo nei loro sorrisi le molte cose che hanno da dirci”.

Sfogliando le fotografie dei ricordi è emerso un pensiero di gratitudine per il defunto marito, Luciano Ghinato (insegnante all’Enzo Bari), che favorì il suo impegno.

“Dopo la morte di mia figlia - racconta Rosetta - incominciai con la mostra dei presepi, sono poi approdata alla Caritas e alle attività parrocchiali partecipando ai campi scuola estivi e invernali, con un occhio di riguardo ai ragazzi disabili”. Erano gli anni ottanta e novanta del secolo scorso. Anni che videro a Badia un notevole fermento ecumenico e sociale, alimentato prima da don Giuliano Zattarin con l’indimenticato arciprete don Bruno Segala e poi da don Dante Bellinati, ispiratore dell’Essagi.

“Sono state esperienze entusiasmanti, anche se faticose – racconta Rosetta - in cui arrivammo a portare in vacanza col Gruppo “G” anche a 200 ragazzi, con animatori e genitori, in due turni da 12 giorni”. In un caso, nel 1994, la signora Altobello è riuscita a organizzare da sola un campus per disabili a Pieve di Cadore e Cortina. Il suo apostolato è proseguito fino ai primi dieci anni del nuovo secolo e in modo ridotto, per ragioni anagrafiche, tuttora.

“Tutto quello che ho fatto, l’ho comunque fatto volentieri, anche se in qualche caso ho trovato incomprensione e pregiudizi, ma questo non importa e se potessi, rifarei tutto”.

Donna semplice, gioviale ma schiva Rosalia Altobello è ora preoccupata per il premio che dovrà ricevere nella sala consiliare del Comune, perché dice: “Se da un lato sono molto onorata del riconoscimento, dall’altro non so cosa riuscirò a dire”.

Ugo Mariano Brasioli

 

Articolo di Venerdì 22 Aprile 2022

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