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PODISMO

Domenica la “Camminata per la libertà e la pace in Ucraina”

Domenica 24 aprile dalle ore 8.30 a Villanova del Ghebbo (Rovigo) terza edizione del Memorial Adolfo Rossi, un percorso di 7 chilometri attraverso paesaggi salubri e campestri fino a raggiungere il centro di Fratta Polesine

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VILLANOVA DEL GHEBBO (Rovigo) - Al via domenica 24 aprile dalle ore 8.30, la terza edizione del Memorial Adolfo Rossi, organizzato da Uisp. La “Camminata per la libertà e la pace in Ucraina” che partirà dal palazzo comunale di Villanova del Ghebbo esattamente da piazza Adolfo Rossi, si distende su un percorso di 7 chilometri attraverso paesaggi salubri e campestri fino a raggiungere il centro di Fratta Polesine, attraversando parco Labia, le meravigliose ville Palladiane, per poi terminare nella piazza di Valdentro di Lendinara dedicata a Rossi. La bellezza del Polesine in una camminata, ricordando un simbolo e del territorio e precursore del lavoro del giornalista, ma anche diplomatico italiano.

L’evento è organizzato da Cinzia Sivier presidente del Comitato Uisp Rovigo e Cristina Dal Martello coordinatrice del gruppo Protezione Civile (Villanova del Ghebbo), assieme ai comuni di Lendinara, Fratta Polesine e Villanova del Ghebbo; il tutto con la stretta collaborazione dei gruppi della Protezione Civile locali, delle Pro Loco e delle sezioni Avis intercomunali. Alla conferenza stampa di presentazione erano presenti Gilberto Desiati Sindaco di Villanova del Ghebbo e Franco Fioravanti Assessore allo Sport di Lendinara. Importante ricordare che Bandiera Gialla Onlus con i suoi volontari, quest’anno è il partner straordinario, perché gli introiti della manifestazione saranno destinati al sostegno delle famiglie ucraine che sono presenti sul territorio della provincia di Rovigo.

Adolfo Rossi, nato il 30 aprile 1857 e cresciuto a Valdentro di Lendinara, si forma sul territorio per poi trasferirsi negli Stati Uniti a New York nel 1879, venendo in contatto con i primi emigranti italiani e, in special modo veneti, oltre oceano. Li diventa giornalista dopo altri lavori, scrivendo per un giornale che riportava notizie della comunità italiana negli Usa, il “Progresso Italo-Americano”. Impara i nuovi metodi (allora) che adottano i giornalisti statunitensi, raggiungendo il posto dove era accaduto il fatto, riportando le notizie da testimone, senza che gli stessi gli venissero raccontati, verificando le notizie, telegrafando la stessa alle redazioni. Torna in Italia e importa nel Belpaese questo nuovo metodo di fare il reporter più dinamico e funzionale. Importanti i suoi lavori sui moti dei Fasci Siciliani (1893); indaga su come vengono trattati gli italiani che emigrano, scoprendo (tra l’altro) che gli italiani che si trasferiscono in Brasile vanno a “sostituire” gli schiavi del paese sudamericano, visto che era appena stata abolita la condzione di schiavitù. Non contento va anche in Africa ed è uno dei primi cronisti dell’avventura coloniale del Regio Esercito in Eritrea. Inchieste anche in Polesine, dove riporta condizioni di povertà estrema, andando a trovare le famiglie residenti in situazioni disagiate e dove manca tutto. Lascia il giornalismo del 1901 dopo essere stato redattore capo al Corriere della Sera, sino a diventare nel 1908 diplomatico, la prima sua sede fu a Denver in Colorado. I suoi ultimi giorni li passa in Argentina a Buenos Aires dove morì nel 1921 mentre ricopriva la prestigiosa carica di Ministro Plenipoteniziario per l’Italia.

Articolo di Venerdì 22 Aprile 2022

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