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INIZIATIVE

Presentato a Lendinara il numero 63 di Ventaglio 90

Dopo 32 anni di vita, ogni presentazione della rivista semestrale Ventaglio 90 a Lendinara (Rovigo), definita “piccola enciclopedia della terra tra i Due Fiumi”, è un avvenimento mediatico.

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LENDINARA (Rovigo) – Ormai, dopo 32 anni di vita, ogni presentazione della rivista semestrale Ventaglio 90, definita “piccola enciclopedia della terra tra i Due Fiumi”, è un avvenimento mediatico. Il salone degli incontri della cittadella della cultura, infatti, era pieno di addetti ai lavori. Il sindaco Luigi Viaro, salutando i convenuti, ha spiegato perché l’Amministrazione abbia fortemente voluto inserire l’appuntamento nel calendario della fiera di san Marco “…come segnale di benvenuto agli amici che vengono da fuori, di quello che è divenuto un filo conduttore della ricerca del bello nella cultura Polesana”. Il direttore della biblioteca Nicola Gasparetto ha dato il benvenuto ai convenuti, ricordando la propria collaborazione più che ventennale con la rivista.

Dopo l’introduzione e i rituali saluti di Donatella Girotto è stato il “lendinarese” Lino Segantin a illustrare i contenuti della rivista numero 63, arricchendo la presentazione con aneddoti dei suoi trascorsi, a partire dall’esperienza maturata col mensile “La Risposta”. In un simpatico botta e risposta col Sindaco, l’incipit dell’intervento  è stato offerto dal suo editoriale “Rovigo citta turistica?”, nato dall’articolo di una turista “inaspettata e non convenzionale”, Anna Cantagallo,  capitata per caso in città per un premio letterario. Fra le righe dell’articolo  si evincono le potenzialità turistiche del nostro territorio, forse da noi stessi sottostimato.

Durante, l’incontro, parlando dei “gorghi” dell’Adige nella zona di Cà Morosini, è intervenuto Daniele Bergantin che ne ha spiegato la genesi e le caratteristiche. Lo storico locale Michelangelo Caberletti, invece, ha brevemente ricordato le vicende della bonifica Bentivoglio e del secolare iter processuale che causò la rovina dei Marchesi.

In definitiva si può dire che, la rivista che non riceve contributi pubblici e vive di sponsor, ha saputo ritagliarsi nel tempo un ruolo di guida culturale importante per il Polesine divenendo fra luoghi, ricordi e personaggi, oggetto di collezionismo.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Venerdì 22 Aprile 2022

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