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SANITA’

Rovigo: riabilitazione, si punta a diventare centro di riferimento

Esperti a convegno questa mattina in sala “Ilario Bellinazzi” della casa di cura “Città di Rovigo” sulla riabilitazione dell’arto superiore nelle patologie disabilitanti di origine neurologica

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Paolo Boldrini, Massimo Iannilli, Stefano Mazzuccato e Katia Montanari

ROVIGO - Promuovere al più alto livello la riabilitazione del braccio e della mano nelle patologie disabilitanti in provincia di Rovigo. Il convegno organizzato, sabato 23 aprile, in sala Bellinazzi della casa di cura di via Falcone e Borsellino è stato strutturato in vista dell’avvio di una collaborazione sinergica tra medici della riabilitazione, nerurologi, neurochirughi e neuroradiologi in maniera da strutturare dei percorsi riabilitativi specifici all’interno della “Città di Rovigo” sia per i pazienti operati a seguito di lesioni dei nervi periferici sia per coloro che  patiscono le conseguenze di ictus o traumi cranici.

“Gli aspetti su cui stiamo lavorando – spiega il responsabile dell’unità operativa di medicina fisica e riabilitativa della casa di cura “Città di Rovigo”, Massimo Iannilli – sono due: da un lato la riabilitazione nelle conseguenze invalidanti dei traumi cerebrali, come ad esempio, l’ictus, e, dall’altro, il recupero funzionale necessario post lesioni traumatiche  dei nervi periferici. Spesso, purtroppo, in questi casi si ha a che fare con soggetti molto giovani che hanno avuto, ad esempio, gravi incidenti in motocicletta. Puntiamo a diventare centro di riferimento nel settore sia aprendosi alle partnership con le università del territorio, sia attraverso il rinnovo del parco macchine esistente”. Un settore dove intanto la casa di cura “Città di Rovigo” si è già affermata è quello del trattamento della spasticità. “Utilizziamo delle particolari tecniche di blocco neuro muscolare attraverso l’utilizzo della tossina botulinica, dell’anestetico, e dell’alcool  - aggiunge Iannilli – Blocco che serve a risolvere i problemi legati alla spasticità, che è una complicanza particolarmente grave delle lesioni cerebrali. Si tratta di un aspetto fondamentale che in regione Veneto non è molto diffuso. Siamo gli unici a Rovigo ad operare in questo settore: esiste infatti oggi un continuo esodo di pazienti spastici che si sposta verso Ferrara in cerca di risposte riabilitative adeguate. Abbiamo intenzione di colmare questo gap che c’è ed è innegabile”. Sull’altro fronte, quello della riabilitazione dei pazienti sottoposti ad intervento del plesso nervoso periferico, si punta alle sinergie con la neurochirurgia dell’ospedale di Rovigo. “L’unità operativa di Neurochirurga dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Rovigo è, di fatto, un punto di riferimento chirurgico per tutto il nord Italia – conclude Iannilli – L’aspetto riabilitativo è invece quello su cui stiamo lavorando noi  della casa di cura per arrivare a garantire ai pazienti una risposta adeguata a 360 gradi”.

Articolo di Sabato 23 Aprile 2022

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