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Rovigo non è razzista, e neanche Casellato

RUGBY ROVIGO Umberto Casellato non è razzista, l’insulto durante il derby con il Petrarca Padova è frutto di un problema caratteriale. Buttargli la croce addosso è troppo comodo

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Umberto Casellato ha ammesso subito le proprie colpe, e questo deve insegnare ai ragazzi che quando si sbaglia bisogna essere uomini ed affrontare la situazione. Ora però si sta enfatizzando uno spiacevole episodio in quello che non è. Il tecnico della FemiCz Rovigo non è razzista, un insulto in un momento topico della partita quando gli si è “chiusa la vena” è un problema caratteriale, e non razziale. A difesa del tecnico, anche se ha di sua spontanea volontà, prima del Giudizio dell’Epcr atteso nelle prossime ore, evidenziato di aver fatto una “cavolata”, per tutti coloro che in questi giorni stanno scrivendo fiumi di inchiostro sul fattaccio, c’è da dire che “Neri m…” è anche il coro storico che i tifosi rossoblù riservano ai “nemici” di sempre, ovvero il Petrarca Padova campione d’Italia. Società patavina che con stile ha accettato le scuse, apprezzabile il tecnico Andrea Marcato, uomo di sport, che ha preferito chiudere la questione come il presidente Alessandro Banzato.

Il rugby si cura da solo, chi sbaglia paga, e Casellato pagherà (LEGGI ARTICOLO SULLA DIFESA).

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Articolo di Martedì 15 Gennaio 2019

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