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Esasperati da 4 mesi, nessuna soluzione dal Comune

VIABILITA' GRANZETTE CANTONAZZO ROVIGO Intervengono in consiglio comunale i residenti di via Munerati su cui è stata imposta ordinanza di senso unico. In aula il presidente di Acquevenete Piergiorgio Cortelazzo

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ROVIGO - Alla fine si impegna a risolvere Cortelazzo. E’ il presidente di Acquevenete che, scortato all’ascensore dai residenti di Granzette e Cantonazzo presenti alla seduta consigliare in Comune a Rovigo, si impegna in prima persona a trovare una soluzione pratica e rapida ai disagi dovuti dalla istituzione della ordinanza sindacale che impone il senso unico in via Munerati.
Le proposte dei cittadini non sono recepibili dall’amministrazione comunale: lo affermano gli assessori Luigi Paulon e Gianni Antonio Saccardin, ma anche i dirigenti Tesoro e Cavallaro.


Massimo Bergamin, sindaco di Rovigo e vicepresidente di Acquevenete è assente giustificato, in aula il presidente Cortelazzo afferma che l’impegno dimostrato dalla propria azienda è sotto gli occhi di tutti: “le rotture sono state ripristinate, tra il 2017 ed il 2018 una decina. Risulta evidente - afferma Cortelazzo - che la situazione che ammorba la strada va risolta. Il progetto studiato dai nostri tecnici è risolutivo, valore 680mila euro, i tempi per l’indizione delle gare e l’aggiudicazione saranno rapidi, il cantiere potrebbe cominciare, salvo intoppi, entro fine febbraio, per una durata di circa 90 giorni, per terminare entro fine maggio. Concludo ricordando che la chiusura della strada è completamente in capo a chi ha fatto l’ordinanza, ovvero al sindaco Massimo Bergamin, ognuno si deve prendere le proprie responsabilità. Noi il nostro dovere l’abbiamo fatto, in tempi ultra rapidi, se la strada è chiusa non è per nostra indicazione”.

L’esasperazione dei residenti è palpabile, non ne possono più le oltre 110 famiglie tra l’intersezione di via Roverello Busa con via Munerati e chi abita fino al ponte dell’autostrada su via Bassa al confine con la frazione di Concadirame.
Secondo loro manca l’autorevolezza del sindaco che si nasconde dietro due assessori, Gian Antonio Saccardin ai lavori pubblici e Luigi Paulon alla viabilità, che a loro volta rimbalzano il problema ai dirigenti che invocano le lungaggini di cantiere prospettate da Acquevenete. Un circolo di scarico di responsabilità che vede un unico soggetto danneggiato: i residenti esasperati che rumoreggiano in aula e se la prendono, interrompendo più volte l’assessore Saccardin.

Sono in aula a Rovigo una trentina di residenti tra Cantonazzo e Granzette appesantiti da oltre 10 km di deviazione derivante dall’introduzione dell’ordinanza sindacale di senso unico su via Munerati nella direzione Cantonazzo - Granzette per Rovigo protetta da transenne dall’inizio di novembre 2018.

I residenti sono rappresentati dal consigliere comunale Matteo Masin, presidente della associazione Vivi Granzette, e da Fabrizio Guglielmo, presidente della associazione Gruppo culturale Cantonazzo.

La proposta formulata all’amministrazione è già stata detta due mesi fa, più volte: la ripetizione delle ispezioni tramite georadar per valutare il ripristino immediato del doppio senso su via Munerati in caso di esito negativo alla ricerca di voragini sotto il manto stradale, così come è stata chiusa l’assemblea dello scorso venerdì sera nella frazione, motivo per cui i residenti sono per la seconda volta in consiglio comunale per chiedere un incontro con i capigruppo.

L’altra possibilità secondo i residenti potrebbe essere quella di una ordinanza di occupazione temporanea, con provvedimento d’urgenza, di area privata di accesso ad una strada bianca che collega via Grandi con la fine di via Munerati ed inizio via Bassa in località di confine tra Cantonazzo e Concadirame.
Questa sarebbe una soluzione con circa 300 metri da sistemare su proprietà privata. Secondo l’interessamento del consigliere comunale Matteo Masin, oltre ai privati confinanti, tutti favorevoli alla soluzione, l’unico privato non contattato sarebbe l’azienda Carraro Agritalia.
La risposta di assessori e dirigenti è negativa, fraintendendo forse la proposta di Masin, che non voleva intendersi come azione di esproprio coatto da parte dell’amministrazione, ma un percorso da fare insieme ai proprietari per il periodo temporaneo della chiusura di via Munerati.

L’operazione di via Roverello Busa è stata giudicata un fallimento per l’attesa inutile dell’aggiudicazione della gara per l’affidamento, quando sarebbe potuto essere esperito con affidamento diretto sotto soglia, ciononostante, l’aggiudicatario ha dato forfait il giorno prima dell’inizio lavori, si è quindi ricorso ad un affidamento diretto, con 40 giorni di ritardo, sarebbe stato fatto un lavoraccio in un pomeriggio, senza la raschiatura degli avvallamenti, senza il passaggio del rullo compressore, ma solo con il posizionamento. “Manca un punto luce su 600 metri di sterrato e ci sono indicazioni sbagliate” - gridano dal pubblico esasperati, “Non si preoccupi, lo sappiamo, non abbiamo ancora pagato i lavori” - ribatte l’assessore Saccardin.

Bocciate anche le proposte di incentivi per i residenti di esonero dalla Tari e dal costo di fognatura nella bolletta di Acquevenete.

Fabiano Rizzo, grande amico del sindaco Massimo Bergamin, testimone di nozze del sindaco in Germania, ex presidente di Iras, espone in maniera chiara e composta il disagio vissuto dalle famiglie esasperate: “siamo chiusi in casa da quattro mesi, l’amministrazione non da’ risposte, abbiamo delle proposte ma non vengono nemmeno prese in considerazione”.

Chiude l’intervento il sindaco facente funzioni Andrea Bimbatti che, scusandosi con i residenti, promette che non vi sarà occasione di ritornare in consiglio comunale una terza volta: “Vi prego di indicarci due tre persone da inserire ad un tavolo aperto con l’amministrazione ed Acquevenete per trovare risposte efficaci”.
Articolo di Martedì 15 Gennaio 2019

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