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CASO CIBOTTO ROVIGO

C’è solo un rendiconto parziale dei libri distrutti, che non è stato dato ai consiglieri 

Il presidente dell’Accademia dei Concordi Giovanni Boniolo relaziona in sala consiliare alla terza commissione aperta al pubblico. “Saranno donati alla città 37mila libri"

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ROVIGO – “L'Accademia dei Concordi ha esaudito le volontà di Giannantonio Cibotto, vogliamo avere rispetto?”. Sono chiare le parole del presidente dell'Accademia dei Concordi Giovanni Boniolo sul fondo Cibotto sul quale, emerge durante la commissione di approfondimento del 31 gennaio in sala consiliare a Palazzo Nodari, il cda dell’ente culturale non aveva alcuna pertinenza.

Il caso è scoppiato in città nei mesi scorsi, ma il sindaco Massimo Bergamin aveva confermato la totale fiducia sull’operato del presidente dell’Accademia dei Concordi. Poi ci fu la bufera di Vittorio Sgarbi, “La città che brucia i libri è l’ultima città del mondo" (
LEGGI ARTICOLO), l’esecutrice testamentaria che scrisse: “Non sapevo che gli scarti fossero finiti al macero” (LEGGI ARTICOLO), mentre il presidente dell’Accademia dei Concordi, Giovanni Boniolo. dichiarò “Solo uno sciocco può pensare che io butti al macero la cultura” (LEGGI ARTICOLO). A quel punto Obiettivo Rovigo e Forza Italia avevano depositato una richiesta di commissione d’inchiesta in Comune (LEGGI ARTICOLO) che ora si è trasformata in ben due sedute di commissioni consiliari, l’odierna del 31 gennaio e la prossima prevista il 7 febbraio con i componenti del Cda dell’Accademia dei Concordi nominati dal comune di Rovigo.
 
"37mila volumi saranno donati alla città di Rovigo". Lo ha ribadito più volte nel corso della seduta il presidente Boniolo, affiancato da Luigi Costato in qualità di “memoria storica”, che è partito proprio dalla lettera datata 12 giugno 2007 scritta da Cibotto. “Affido all'Accademia dei Concordi la custodia dei mie libri che sono a Roma, Adria e Rovigo – legge Boniolo - per cui può ritirare i libri ovunque si trovino, prenderne cura e creare poi un fondo specifico. Presidente ti conferisco ampia delega della mia volontà”.
L'Accademia, avendo in custodia i libri, non ne è proprietaria ma ha avuto il compito di creare un fondo. Quando il fondo sarà completato entrerà nella proprietà della biblioteca ovvero del Comune. “Cosa si vuole di più? Doneremo 37mila volumi alla città”.

Boniolo spiega che la volontà di Cibotto è stata dettata dal fatto che “l'Accademia ha delle figure che permettono di gestire libri con professionalità come la dottoressa Antonella Turri. Cibotto si è fidato della professionalità dell'Accademia”. “La prima volta che ho visto i 40mila volumi sono rimasto stupefatto, pensate ad un appartamento di 100mq, una cosa immane. - racconta - Questi sono stati poi classificati tra quelli che erano in buone condizioni e quelli no. Una parte di libri aveva muffe, pagine incollate, due anni di lavoro sono serviti per analizzare libro per libro”.
Di questi, lo scarto era del 10%; una parte, 241 libri sono stati donati al sistema bibliotecario provinciale. Rimaneva il 7% che equivalgono a 2800 unità, pari a 11 quintali. “Questi sono costituiti da materiale in pessimo stato di conservazione che non poteva essere recuperato, manualistica di scuole superiori degli anni '70-'80, bollettini universitari, alcune riviste accatastate, alcuni di carattere divulgativo che non potevano entrare nel fondo, poi le opere in più volumi incomplete perché già presenti in maniera completa”.
Ma chi doveva essere a conoscenza di questo? Tutti potevano conoscerlo secondo Boniolo in quanto l’8 maggio 2018 c'è stato un convegno su Cibotto. "Inoltre se i libri ancora non erano ancora di proprietà della biblioteca - come ha sottolineato più volte Boniolo - significa che il cda dell'Accademia non aveva motivi per essere informato".
“L'accademia ha fatto ciò che Cibotto ha voluto e noi in due anni abbiamo fatto un lavoro incredibile. Da qui ad un anno e mezzo saremo in grado di dare alla comunità ben 37mila volumi” ha concluso Boniolo. 

Non sono mancate alcune domande da parte dei consiglieri comunali, Ivaldo Vernelli ha chiesto la relazione della dottoressa Turri, “inoltre chiedo che in base a ciò che è stato detto in quest'aula di avere la testimonianza dell'operatore di Ecoambiente che ha scattato le foto in modo tale che non subisca ripercussioni sotto il profilo lavorativo”. 
Andrea Borgato invece ha chiesto se nel testamento c'è scritta la stessa volontà della lettera che Cibotto ha lasciato all'Accademia. 
Carmelo Sergi da parte sua, come anche Vernelli, ha chiesto informazioni dell'elenco delle opere mandate al macero “in quanto l'assessore alla cultura Alessandra Sguotti ci aveva garantito che c'era e che ci veniva consegnato in aula oggi”. Questo non è avvenuto.

Boniolo da parte sua ha assicurato che esiste un rendiconto dove sono state scritte le varie classi di libri, “questo è stato spedito al Ministero attraverso il Comune” conclude Boniolo. I consiglieri sono rimasti stupefatti, e l’hanno fatto notare, come sia stato increscioso che a ripetute richieste ufficiali dell’elenco e di informazioni, che oggi si sono scoperte essere nella disponibilità dell'ex assessore Sguotti, questi non li abbia mai consegnati ai rappresentanti del consiglio comunale. Boniolo invece ha voluto elogiare Sguotti ed il sindaco Massimo Bergamin che a differenza di altri “si sono comportati come persone d'onore, hanno difeso l'onestà e la giustizia”.
Articolo di Giovedì 31 Gennaio 2019

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