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RUGBY SEI NAZIONI 2019

Diciottesima sconfitta consecutiva nel Torneo

A Murrayfield la Scozia si prende gioco dell’Italia che solo nei dieci minuti finali riesce ad avere un buon possesso e a segnare tre mete. I padroni di casa conquistano l’intera posta 33-20

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EDIMBURGO (SCOZIA) - Attenzione a non farsi ingannare dal punteggio finale. Nel primo incontro del Sei Nazioni 2019 l'Italia è rimasta fuori dal match per ben più di un'ora concedendo alla Scozia un comodo vantaggio (33 a 3, e punto di bonus offensivo a metà ripresa). Poi a dieci minuti dal termine, dopo il cartellino giallo rimediato da Berghan e con i padroni di casa che hanno chiaramente tirato i remi in barca, gli azzurri hanno messo insieme ben tre mete, tutte di pregevole fattura per impostazione e realizzazione. 

L'esito del match, però, era già segnato da tempo e il volonteroso finale dell'Italia non deve far nascere chissà quali entusiasmi per la prova degli azzurri. La diciottesima sconfitta consecutiva dell'Italia nel Sei Nazioni (un record maturato tutto nella gestione O'Shea) ancora una volta ha mostrato quanto sia difficile per gli azzurri essere competitivi a questi livelli. Nonostante la reazione finale (fin dove è stato merito dell'Italia che non aveva più nulla da perdere o demerito della Scozia che si sentiva già al sicuro è una questione non di poco conto) da Edinburgo non sono arrivati segnali particolarmente incoraggianti e le incognite sul proseguo del torneo restano intatte. 

La Scozia, tolta l'Italia, è considerata la formazione meno forte del Sei Nazioni, ma per 70 minuti ha dominato gli azzurri in ogni fase del gioco dimostrando una superiorità sia a livello individuale che collettivo. Per quasi tutta la partita l'Italia è stata costretta a difendersi nella propria metà campo lasciando all'avversario il dominio del possesso dell'ovale. Dopo aver in qualche modo contenuto le perdite nella prima parte di gara grazie a una buona difesa, nel secondo tempo ha pagato il naturale logorio fisico subendo tre mete in una ventina di minuti. Poi è arrivata la rimonta azzurra nei minuti finali che rischiano di falsare il reale valore della prestazione azzurra. La squadra di O'Shea ha manifestato i soliti problemi ormai legati alla consistenza dell'organico che è quello che è da tempo e dal quale il tecnico irlandese non può certo pretendere miracoli. 

L'Italia non vince nel Sei Nazioni ormai da quattro anni (ultima vittoria il 28 febbraio 2015 sulla Scozia a Edimburgo, 22 a 19) e nello stesso periodo ha subito, con quelle di oggi, 97 mete segnandone appena 31. Anche dai test autunnali non erano arrivati segnali particolarmente incoraggianti con la vittoria sofferta sulla Georgia (28 a 17), la sconfitta “onorevole” con l'Australia (7 a 26) e le due “tranvate” con l'Irlanda (7 a 54) e Nuova Zelanda (3 a 66). L'Italia si è presentata al suo ventesimo Sei Nazioni con queste credenziali e quello che si è visto sul terreno di Murrayfield è assolutamente in linea con ciò che la formazione azzurra può dare in questo momento. Bisogna essere realisti e dimenticarsi di quei dieci minuti finali della sfida con la Scozia perchè non sono stati una partita “vera”. Meglio che lo staff azzurro si concentri su quello che è successo prima. La partita dei record azzurri (Parisse che supera O'Driscoll e diventa il giocatore con il maggior numero di presenze nel Sei Nazioni e Ghiraldini che entra a far parte dei “centenari” azzurri) ha visto subito la Scozia cercare di prendere in mano la partita. 

Già al 2' l'Italia si è salvata da una una situazione molto pericolosa che aveva visto una meta degli scozzesi in rolling maul giustamente annullata dal TMO per doppio movimento del marcatore. Poco dopo c'è stato un nuovo attacco dei padroni di casa con gli azzurri che si sono difesi a fatica grazie a un ottimo intervento di Hayward davanti alla sua linea di meta. Al 10', quasi a sorpresa, è stata l'Italia a portarsi in vantaggio con un agevole penalty di Allan concesso dal direttore di gara per un placcaggio pericoloso su Parisse. La replica della Scozia è stata immediata. All'11' Palazzani si è fatto scippare l'ovale in una ruck impostata dagli azzurri e sullo sviluppo dell'azione Russell ha liberato all'esterno il compagno Kinghorn con un preciso calcio a seguire. Facile per l'ala scozzese raccogliere e segnare in bandierina. Il dominio della Scozia nelle fasi di possesso è proseguito con l'Italia quasi sempre costretta a difendersi nella propria metà campo. Giocando sotto pressione diventa più facile incappare nell'errore ed è quello che è accaduto a Castello al 21' quando ha perso un facile controllo nei propri “22”. Dalla successiva mischia ordinata la Scozia ha costruito un'azione all'esterno che ha visto Hogg smarcare ancora Kinghorn nell'angolo per la sua seconda meta personale. L'Italia è rimasta in sofferenza continua, obbligata a giocare senza possesso per lunghi tratti. Solo un'attenta e dispendiosa difesa ha permesso agli azzurri di andare al riposo con il risultato “teoricamente” ancora in gioco. 

L'avvio di ripresa ha mostrato lo stesso canovaccio dei primi quaranta minuti con la Scozia sempre padrona del campo e del pallone. Al 6' una profonda incursione dei trequarti scozzesi ha creato una situazione d'attacco che Russell ha interpretato al meglio con un calcetto a seguire in area di meta sul quale è arrivato per prima il velocissimo Hogg. La marcatura del bonus per i padroni di casa è arrivata poco prima del quarto d'ora a conclusione di una insistita azione finalizzata da Kinghorn. Un gran buco di Hogg al 22' ha creato le premesse per la meta di Harris, pronto al sostegno dell'azione. 

Alla mezzora la reazione dell'Italia ha costretto al fallo il pack della Scozia e a farne le spese è stato Berghan che ha dovuto accomodarsi sulla panca dei cattivi per dieci minuti. L'uomo in più e un avversario sazio del vantaggio hanno creato le condizioni per il bel finale dell'Italia che è andata a segno tre volte. Dapprima è toccato a Palazzani dopo una serie di ripartenze della propria mischia, poi sono arrivate le marcature di Padovani ed Esposito, entrambe a conclusione di manovre ben congegnate che hanno messo in evidenza la buona propensione offensiva degli azzurri, ma anche il calo dell'attenzione difensiva della Scozia. Il finale di marca azzurra, però, è stato come il cerone che copre le rughe nascondendole, ma non eliminandole. Di questo O'Shea e i suoi collaboratori ne devono tenere conto.

Roberto Roversi

Edimburgo, BT Murrayfield– sabato 2 febbraio, ore 14.15 (15.15 in Italia)
Guinness Sei Nazioni 2019, I giornata 
Scozia v Italia 33-20 (12-3)

Marcatori: p.t. 9’ c.p. Allan (0-3), 12’ m. Kinghorn (5-3); 21’ m. Kinghorn tr. Laidlaw (12-3); s.t. 47’ m. Hogg tr. Laidlaw (19-3); 55’ m. Kinghorn tr. Laidlaw; 62’ m. Harris tr. Russell (33-3); 70 ‘ m. Palazzani tr. Allan (33-10); 74’ m Padovani (33-15); 78’ Esposito (33-20)

Scozia: Hogg; Seymour, Jones (58’ Harris), Johnson, Kinghorn; Russell, Laidlaw (cap) (58’ Price); Wilson (71’ Graham), Ritchie, Skinner (14’ Strauss); Gilchrist, Toolis; Nel (50’ Berghan), McInally (63’ Kerr), Dell (58’ Bhatti)
a disposizione non entrati:  Hastings
all. Townsend

Italia: Hayward; Esposito, Morisi, Castello (49’ Padovani), Campagnaro; Allan (26’-35’ McKinley) (71’ McKinley), Palazzani; Parisse (cap), Steyn, Negri (59’ Tuivaiti); Budd (51’ Ruzza), Sisi; Ferrari (63’ Pasquali), Ghiraldini (59’ Bigi), Lovotti (51’ Traorè)
all.O’Shea
arb. Pearce (Inghilterra)

Cartellini: al 70’ giallo a Berghan (Scozia)
Calciatori: Allan (Italia) 2/2, Laidlaw (Scozia) 2/3; Russell (Scozia) 1/1; McKinley (Italia) 0/1; Esposito (0/1)
Note: Italia con il lutto al braccio in memoria di Pete Gleeson, padre di Dean Budd scomparso la settimana scorsa in Nuova Zelanda.
Punti conquistati in classifica: Scozia 5; Italia 0
Man of the match: Kinghorn (Scozia)
 

Sei Nazioni 2019
Risultati prima giornata

Francia - Galles 19-24
Scozia - Italia 33-20
Irlanda - Inghilterra 20-32

Classifica 
Scozia 5, Inghilterra 5, Galles 4, Francia 1, Irlanda 0, Italia 0

Prossimo turno
Sabato 9 febbraio

Scozia - Irlanda
Italia - Galles
Domenica 10 febbraio 
Inghilterra - Francia

Articolo di Sabato 2 Febbraio 2019

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