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CRISI MAGGIORANZA COMUNE ROVIGO

Tre milioni da spendere e Bergamin risolve tutto, anche la giunta tra una settimana

Il sindaco Massimo Bergamin si confronta sul bilancio con qualche consigliere ed afferma sereno che la maggioranza c’è, così come oltre 3 milioni di euro per la città

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ROVIGO - Prosegue il lavoro del sindaco Massimo Bergamin, da oltre una settimana completamente solo al comando, senza alcun assessore. Dopo le cosiddette consultazioni politiche di due giorni fa, oggi, come annunciato, vi è stato un incontro con alcuni capigruppo per affrontare il prossimo bilancio previsionale. Assenze pesanti in mattinata: Forza Italia e Obiettivo Rovigo, i grandi alleati della vittoria del 2015 non sono presenti e la Lega, il suo partito, sembrerebbe andato più per educazione che altro.

Eppure il sindaco assicura che il confronto non si è mai fermato, che "la settimana prossima ci sarà una giunta con assessori espressione dei gruppi consiliari che lo sostengono, esterni o interni”.

Secondo Bergamin non sarebbe mancato alcun accordo a richieste avanzate da Forza Italia, Obiettivo Rovigo e Lega Nord due settimane fa, perchè non esisterebbe alcun documento che avrebbe fatto scattare la grande crisi di maggioranza. Il sindaco afferma di non averlo mai visto, per lui la maggioranza c’è, “si sta decidendo agli alti livelli” afferma Bergamin.
Obiettivo Rovigo ha "solo" inviato alla stampa una comunicazione in cui si dichiara fuori dalla maggioranza, ma non sembra aver preoccupato il sindaco.

Bergamin, tranquillo anche senza una giunta alle spalle, con una maggioranza di cui solo lui conosce la composizione, ha convocato la stampa per parlare di bilancio, di soldi a disposizione della città. L'incontro era in Corso del Popolo, al bar/ristorante del consigliere comunale Giacomo Sguotti, padre dell’ex assessore alla cultura Alessandra, locale che ha già creato qualche situazione di imbarazzo in consiglio comunale, ma poi il sindaco ha comunicato che si trattava di uno “scherzetto”.

Le comunicazione del primo cittadino riguardano le sopravvenute disponibilità economiche che si sono palesate in Comune. Il decreto legge 135 sulle semplificazioni libera disponibilità per oltre 1 milione di euro per il previsionale che le amministrazioni hanno obbligo di approvare entro il 31 marzo, “prima lo si approva e prima si hanno i denari disponibili per manutenzioni, sicurezza, spesa corrente. Entro aprile ci sarà l’approvazione del rendiconto 2018, dunque a fine aprile con una variazione di bilancio “libereremo 440mila euro liberamente spendibili da subito, da destinare a tutte le attività”.

Il cronoprogramma del Bergamin pensiero proseguirà a luglio con il riequilibrio di bilancio, sempre grazie al decreto del governo che mette a disposizione della amministrazioni denari prima vincolati, ecco che ci saranno un milione di euro da avanzo libero e 800mila euro da avanzo vincolato. “Sono cifre che negli anni scorsi non si potevano destinare, ne spendere”.

I 380mila euro recuperati da As2 di Tari non pagata potrebbero ridurre del 5% la tariffa da approvare in consiglio comunale. “Ci sono circa 3 milioni e 200mila euro da spendere. I numeri dovranno assumere una volontà politica, una collocazione secondo le sensibilità dei consiglieri, rispetto alla criticità da affrontare. E’ un’opportunità da cogliere” invita il sindaco.

Come potrebbero essere spesi questi soldi?
“Ho in mente interventi importanti. Decoro, verde pubblico, segnaletica, e la certezza che 600 rose stanno per essere piantate nella città delle rose”.

Il sindaco appare persona di buona volontà, e per cercare di far rientrare la crisi ha deciso di “condannare” l’operato dell’ex assessore Luigi Paulon, stoppando dapprima la variazione della viabilità in zona Marconi (LEGGI ARTICOLO), ma da ieri anche tutte le altre modifiche preventivate. “Ho scritto al comandante della polizia locale di bloccare tutte le variazioni della viabilità, compresa quella di via Mascagni nel quartiere di San Pio X. Per il cambio di segnaletica su via Munerati (LEGGI ARTICOLO) l’ordinanza del dirigente sarà firmata oggi”.

Nel finale altre promesse: “la rotonda del Di Vittorio andrà giù; sarò in prima linea contro la West Nile; l’Accademia dei Concordi sarà pagata regolarmente; sul Cur, Consorzio universitario rodigino, faremo la nostra parte con contributo ordinario e straordinario per stabilizzare i dipendenti; le scuole paritarie riceveranno i contributi; il mercato del giovedì in piazza è bellissimo e non sarà più spostato”.
“Insomma, quasi 4 milioni di euro tra interventi diretti ed indiretti per la città. Questi soldi sono da destinare” spiega il sindaco, che ai 3,2 milioni di euro somma anche i lavori approvati entro il 31 dicembre e ora in fase di realizzazione.

Un sindaco solo al comando? Il neo podestà del capoluogo commenta: “Sono ottimista: sto lavorando con gli uffici e i consiglieri comunali che vogliono dare lustro alla città di Rovigo. Sto lavorando per il bene della città, cose da fare, da condividere con una squadra di governo che uscirà entro la fine della settimana prossima”.
Articolo di Giovedì 7 Febbraio 2019

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