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AMBIENTE VILLADOSE (ROVIGO)

[VIDEO] Visoni liberi in paese, il video che lo testimonia 

Il caso dei visioni nel territorio si fa sempre più preoccupante: alcuni animali sono liberi ed hanno anche morso un residente. Terre Nostre chiede l’intervento dell’amministrazione 

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VILLADOSE (ROVIGO) - Allarme visoni liberi a Villadose. A denunciare l’accaduto è il comitato ambientale Terre Nostre Villadose dopo numerosi avvistamenti di visoni liberi nel territorio comunale. 

Il comitato ha anche ricevuto un video realizzato da un residente, dove è perfettamente visibile un esemplare di visone lungo i canali delle campagne, nei pressi dell'allevamento di via Romolo Andreotti.


Quando, il 22 dicembre 2016, abbiamo consegnato al sindaco Gino Alessio le prime centinaia di firme raccolte in paese contro l’insediamento intensivo di visoni da pelliccia, abbiamo sottolineato come fosse inaccettabile che un intero Comune si piegasse ai meri interessi di un unico imprenditore, estraneo al territorio di Villadose, al quale avrebbe lasciato solo fastidi, puzza, nessun posto di lavoro, problemi di igiene pubblica, danni economici sia al vicinato (svalutazione immediata di tutti gli immobili), sia al comparto produttivo e agricolo. - spiega Terrenostre - A distanza di oltre due anni ormai da quella scelta scellerata e incosciente le conseguenze si fanno già sentire e vedere: la puzza e le mosche, soprattutto in estate, hanno cominciato a tormentare le vite di chi abita a poca distanza dall’allevamento, impedendo alle famiglie di tenere aperte le finestre. Chi ha cercato una via di fuga da via Verdi e via Andreotti cercando di vendere la casa per spostarsi più in centro ha avuto l’amara sorpresa di vedere la propria abitazione svalutata e non appetibile: troppo vicina ai visoni”. 

Poi nelle ultime settimane si è infine avverata la previsione di un danno ben più grave al territorio: “Una decina di esemplari liberi sono stati avvistati in vari punti delle vie Verdi e Andreotti, contigue all’allevamento, oltre che in aperta campagna; una persona è stata morsa da un esemplare di visone e alcuni sono stati visti dentro un tombino stradale di via Verdi, dei cacciatori ne hanno avvistati durante una battuta di caccia. - racconta il comitato - Questa è un’emergenza molto seria: come avevamo avvertito, ormai il danno tanto temuto è stato fatto e gli effetti si vedranno in breve tempo, come abbiamo visto gli effetti dell’invasione delle nutrie nelle nostre campagne e corsi d’acqua”.

Inoltre i visoni, a differenza delle nutrie, sono carnivori e possono essere aggressivi: il loro morso può causare ferite importanti dovute alla potente carica batterica proveniente dalla loro bocca, le ferite possono infettarsi e devono essere curate con antibiotici per evitare conseguenze gravi tra le quali la setticemia e persino la morte. Una persona che viene morsa da un visone deve recarsi immediatamente da un medico o in pronto soccorso per avviare una profilassi di antibiotici contro l’infezione e una siero terapia contro la rabbia (i visoni non sono vaccinati), malattia gravissima che non può essere sottovalutata. 

“La gente ormai sa di queste fughe e ne parla, con la paura di trovarsi un visone nel proprio giardino o peggio nel pollaio, come è già successo un anno fa. Solo i nostri amministratori, dopo aver fatto approvare l’insediamento in tutta fretta a cavallo di Ferragosto 2016 e negando che ci potesse essere alcun pericolo per l’ecosistema e per l’uomo, sembrano non sapere quanto sta succedendo e preferiscono parlare di altre emergenze come le deiezioni canine sui marciapiedi” spiega Terre nostre che chiede che l’Amministrazione si occupi immediatamente di questo problema interpellando gli organi preposti alla vigilanza e  tuteli gli interessi,  la salute e l’immagine del  paese e dei suoi cittadini.

“Stiamo ancora aspettando l’istituzione di un tavolo ambientale, a due anni dalla raccolta di un migliaio di firme dei cittadini; aspettiamo ancora l’organizzazione di un’assemblea cittadina dove il sindaco parli con i cittadini delle emergenze ambientali del comune (discariche, zona industriale, centraline di monitoraggio, allevamenti intensivi…). Il nostro è un territorio agricolo e fragile, che noi vogliamo valorizzare, preservare e non piegare agli interessi di alcuno”.

Articolo di Venerdì 8 Febbraio 2019

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