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CRISI DI MAGGIORANZA COMUNE ROVIGO

Aretusini assessore per Bergamin: prime mosse dei nuovi sindaci di Rovigo

Lega e Forza Italia si stanno preparando per sostituirsi al sindaco Massimo Bergamin nel caso in cui riesca ad aggiustare i cocci della sua ex maggioranza

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ROVIGO - Se andrà avanti sarà solo un incarico di facciata, una fascia teleguidata per arrivare a maggio 2020 come una bandierina da sfoggiare sul panorama geopolitico d'Italia: Rovigo, unico comune capoluogo in mano ad un sindaco eletto nelle file della Lega già nel 2015.
Una condizione perfetta per l'alternanza, magari all'alleato Forza Italia.

L'opportunità di andare al voto subito, già a maggio di quest'anno, è comunque ancora al vaglio dei due partiti di centrodestra (LEGGI ARTICOLO) che si sono ripromessi di aggiornarsi a giorni, nel mentre, l'ipotesi di continuare con Bergamin impone delle scelte da gestire al più presto.
Michele Aretusini, consigliere comunale della Lega, eletto anche come consigliere provinciale, non sarà vicepresidente della Provincia
in quanto il risultato della seconda lista, inaspettato, impone ad Ivan Dall'Ara di considerarne altri. Molto probabilmente saranno Valeria Mantovan e Francesco Siviero i due vice del presidente Dall'Ara, per Aretusini si aprono quindi, per compensazione, le porte della giunta di Rovigo, e quindi Bergamin lo nominerà assessore.

E Stefano Raule? Al momento non sembra essere una priorità, prima sembrano essere più urgenti i rapporti di "buon vicinato" con Palazzo Celio.

L'attuale sindaco sembra che già lunedì farà pervenire ad Alessandro Duò e ad Ivano Gibin formale sfiducia politica nei loro confronti, sperando, o supplicandone le dimissioni. Sembra comunque difficile che Duò, forte di una duplice nomina del sindaco, prima come amministratore unico di Asm spa, poi come presidente del Cda ed amministratore delegato della municipalizzata possa pensare alle dimissioni, soprattutto quando il suo mandato da presidente è stato presentato, votato ed approvato, dal consiglio comunale di Rovigo tra gli applausi.

Discorso diverso per Ivano Gibin, che andrà comunque a scadenza dopo l'approvazione del bilancio di Ecoambiente, ma che potrebbe comunque rimanere amministratore delegato in Polaris, la società che si occupa dei rifiuti speciali sul libero mercato presieduta da Michele Grossato per conto del Consorzio Rsu prima, e dal 28 dicembre 2018 da Ecoambiente.

Sullo sfondo le richieste di Obiettivo Rovigo al sindaco Bergamin o Cortelazzo che vedono nello scioglimento del nodo di Claudio Paron un motivo sufficiente per scegliere se mandare a casa Bergamin o se sostenerlo fino alla scadenza naturale del mandato.
Il probleme del padre del consigliere comunale Luca Paron è che è pensionato, ed a parte una unica particolarissima eccezione in Provincia, secondo il decreto Madia, l'articolo 6 "vieta l’affidamento di incarichi pubblici ai soggetti in queiescienza, ovvero a quei lavoratori, già pensionati che continuano a ricoprire, anche dopo il pensionamento, incarichi direttivi e dirigenziali, o di studio e consulenza o, ancora, cariche di governo in amministrazioni, enti e authority, compresa la Consob". La circolare oltre a vietare gli incarichi direttivi, dirigenziali, di consulenza e di governo comprende anche i contratti d’opera intellettuale a pensionati, "fatta salva la possibilità di incarichi gratuiti per non più di un anno e in forma non prorogabile o rinnovabile".

L'unico sbocco "lavorativo" quindi per Claudio Paron rimane il cda di Ascopiave, visto che il suo nome in Fondazione Cariparo non è stato preso in considerazione, ma per Ascopiave serve il socio, ovvero Asm spa, e si ritorna all'inizio: "Chi convince Alessandro Duò ad un gesto d'amore per far sopravvivere Massimo Bergamin?".

Chissà se Renato Borgato si occuperà di questa delicata incombenza.
Articolo di Sabato 9 Febbraio 2019

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