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BADIA POLESINE (ROVIGO)

“La verità è che con la guerra muore la verità” 

Alla cerimonia presente il prefetto Maddalena De Luca. L’amministrazione comunale con esperti storici, testimoni e gli alunni delle scuole medie ha commemorato le vittime delle Foibe, in particolare la figura dello storico fiumano William Klinger

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BADIA POLESINE (RO) - L’incontro organizzato dalla biblioteca Bronziero ha aperto le celebrazioni della giornata del ricordo del 10 febbraio. Dopo la presentazione del presidente del comitato biblioteca Annalisa Marini ed i saluti dell’assessore Valeria Targa, il folto pubblico convenuto nella sala Soffiantini ha potuto ascoltare i coautori dei due volumi “Scritti minori di William Klinger” editi dal Centro studi sociali “Alberto Cavalletto” di Padova spiegare i contenuti dell’opera che a dispetto del titolo, riferito alla lunghezza dei lavori, non è in effetti minore. 

E’ stata approfondita la figura dello storico fiumano, e la personalità di Klinger è emersa in tutta la sua ecletticità nel rispetto del rigore scientifico della ricerca storica facilitata dall’abilità poliglotta che gli permise l’accesso agli archivi originali senza intermediazioni. L’avvocato Sandro Gherro ha spiegato come da quelle ricerche sono scaturite notizie taciute dalla storiografia ufficiale, come quella dei soldati italiani che col vessillo tricolore (seppur con la stella rossa) per primi entrarono in Belgrado liberata dai nazisti. Quanto alle foibe documentate se la prima ondata di violenza anti italiana fu dopo l’8 settembre del 1943, si registrarono infoibati anche a guerra finita e problemi fino alla metà degli anni ‘50.

Gli avvenimenti emersi quindi rimandano a vicende complesse, a responsabilità plurime, a connivenze internazionali e ad interessi talvolta inconfessabili, che spiegano il silenzio delle istituzioni. Collusioni che sconvolsero quelli che oggi sono “Italiani senza bandiera” ma hanno saputo convivere per secoli in quel microcosmo culturale che è sempre stato l’Adriatico. Italiani in larga parte estranei al fascismo e la cui unica colpa è stata d’essere scomodi alle logiche imperialiste del ventesimo secolo e vittime del rancore titino anche dopo il conflitto.

Emblematica in tal senso la vicenda raccontata da Fulvio Varljen, esponente della Comunità degli Italiani di Fiume ed amico personale di Klinger, quella di sua nonna, casalinga estranea alla politica, che senza mai essersi mossa da Fiume visse tre stati e tre regimi.  “La verità è che con la guerra muore la verità” ha concluso amaramente il convegno Varljen.  Bello sarebbe che non ci fosse bisogno di giornate celebrative imposte dalla legge per ricordare le vittime innocenti ma il problema, come ricordava in “Rashomon” Akira Kurosawa, è che la verità è soggettiva e cambia da persona a persona: costruire una coscienza collettiva condivisa è perciò difficile e questo spiega in qualche modo il persistere del negazionismo o del giustificazionismo”.

La celebrazione è proseguita sotto un’acquerugiola insistente all’angolo di via delle Foibe, dove la commemorazione si è conclusa con la deposizione di una corona sotto la lapide che ricorda i caduti di quelle stragi.  ll Prefetto di Rovigo Maddalena De Luca, a fianco del vicesindaco Antonietta Giacometti e delle autorità militari presenti, ha esortato i ragazzi dicendo: “Siate curiosi, approfondite sempre ma soprattutto vivete la storia, perché è attraverso lo studio di quello che è avvenuto nel passato che possiamo evitare che le atrocità che ci sono state si possano ripetere”. Dopo le parole del sindaco Giovanni Rossi che ha ricordato agli alunni delle scuole medie Ghirardini presenti che “oggi celebriamo la Giornata del Ricordo, dopo quella della Memoria, memoria e ricordo sono sostanzialmente due sinonimi e sono le esperienze passate che ci devono servire affinché nel futuro non si ripetano certi episodi. Vorrei ‘legare’ queste due giornate per il significato che hanno, di permettere a noi ma soprattutto a voi che questi eventi non si ripetano più”. La commemorazione è terminata con la lettura di alcuni messaggi degli alunni arrivati in rappresentanza di ogni classe della terza media. 

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Lunedì 11 Febbraio 2019

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