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STAGIONE LIRICA ROVIGO

Elisir d'amore con fuori programma 

L'opera diretta da Marco Severiche unisce in maniera esemplare comico e sentimentale, farsa e malinconia, ha conquistato tutti gli spettatori del Sociale. Uno spettacolo dedicato al celebre direttore, maestro Tullio Serafin

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ROVIGO - Frizzante ed allegra l’opera lirica “L’elisir d’amore” di Gaetano Donizetti andata in scena sabato 9  febbraio al Teatro Sociale di Rovigo che è stata dedicata a Tullio Serafin.

La regia di Ludek Golat, i costumi di Desirè Costanzo, la colorata e ricca coreografia hanno reso l’opera vivace ed attuale. Bravi ed intensi i due protagonisti: Adina interpretata dal soprano Paola Santucci e Nemorino interpretato dal tenore Marco Ciaponi che si rincorrono in scena in un gioco ricco di seduzione, vanità, credulità, tattiche e strategie amorose. Sarcastico ed ironico Dulcamara del basso Sergio Bologna che ha divertito il pubblico con le sue personali varianti dal testo originale. Il coro lirico livornese ha contribuito, oltre che con il canto, a riempire le scene contribuendo a dare all’opera il clima paesano della trama.

Bella e seducente l’interpretazione dell’aria “una furtiva lagrima” che ha entusiasmato e commosso il pubblico che ha chiesto a gran voce il bis da parte del tenore, concesso. Non è mancato, a pochi minuti dalla fine del secondo atto, un attacco sbagliato da parte di un musicista che ha fatto arrabbiare, non poco, il direttore d’orchestra Marco Severi che ha fatto fermare l’opera per poi ripartire.

L’Elisir d’amore in ogni caso è e rimarrà un melodramma giocoso, metafora delle passioni umane dove comunque vince l’amore conquistato con volontà e passione. 

Lorenza Bego 

Articolo di Lunedì 11 Febbraio 2019

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