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SERVIZI SOCIALI PAPOZZE (ROVIGO)

Naccari del cda sta dalla parte dei lavoratori 

Il componente del cda chiede che vengano messe in atto tutte le misure tese a preservare l'Opera Pia da una gestione amministrativa insoddisfacente che crea problemi ai dipendenti 

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PAPOZZE (RO) - Vuole condividere lo scoramento e il senso di impotenza che prevale tra i lavoratori della casa di riposo Opera pia Francesco Bottoni di Papozze, Enrico Naccari, componente del consiglio di amministrazione. 

“Incertezze sulla propria, tante volte unica, fonte di reddito e una spada di Damocle pesantissima, rappresentata dalla forte esposizione dell'ente con i creditori, non sono certo un buon viatico per il futuro. E la manifesta difficoltà del presidente, Diego Guolo, di uscire da un enpasse così grave con delle proposte risolutive concrete, non contribuisce, certo, a tranquillizzare gli animi - spiega -. Le scelte amministrative degli ultimi tre anni, poi, hanno portato il disavanzo a valori difficilmente recuperabili senza un cambio di rotta che non sembra essere nelle corde di questa presidenza, nonostante le rassicurazioni sugli investimenti. E le perdite non possono essere imputante esclusivamente alla decisione della Regione Veneto di contenere i fondi destinati alle cosiddette impegnative di residenzialità, ma sono riconducibili anche a pianificazioni finanziarie deboli e all'ostinato ricorso all'impiego di lavoratori interinali e/o a tempo determinato e all'esternalizzazione di alcuni servizi, scelte decisamente più dispendiose di un investimento sul personale a tempo indeterminato”.

Questo e molto altro Naccari lo ha segnalato al sindaco di Papozze, essendo il Comune il primo e unico attore nella nomina del Consiglio di amministrazione e il primo controllore del suo operato: “Le stesse segnalazioni ho provveduto a inoltrare, in più riprese, a tutte le autorità competenti, chiedendo che vengano messe in atto tutte le misure tese a preservare l'Opera Pia da una gestione amministrativa insoddisfacente.

Per questo non posso che condividere le forti preoccupazioni manifestate da Davide Benazzo della Cgil ed esprimere, al contrario, le mie perplessità e il mio cruccio di fronte a un atteggiamento meno reattivo da parte di Cisl e Uil”.

Articolo di Mercoledì 13 Febbraio 2019

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