Condividi la notizia

ROVIGO VERSO IL VOTO NEL 2019

I sostegni di Bergamin: Salvini per la Lega, "Mi consenta" per Forza Italia, l'Onnipotente per Presenza Cristiana

Roberto Magaraggia, della civica Rovigo, commenta le mosse politiche di Forza Italia e Lega per continuare a sostenere il sindaco Massimo Bergamin senza giunta da settimane

0
Succede a:

ROVIGO - A Gavello, suo paese natale, narrano di un ragazzino alquanto vivace, tanto che nel suo percorso formativo avrebbe avuto bisogno di un aiutino, un puntello. Che gli ha sicuramente giovato, anche se dopo tanti anni mantiene quella sua espressione sbarazzina. La vita, e le circostanze che la determinano, hanno portato Massimo Bergamin a divenire oggi il primo cittadino del capoluogo di provincia, Rovigo. Con sulle spalle annessi e connessi. Credo che col suo sorriso attento e beffardo goda questi momenti in cui i partiti polesani che lo supportano necessitino loro stessi di un “sostegno”. Da commissari esterni. Dimostrando di non essere in grado, politicamente, di intendere e volere. Nonostante siano composti da maggiorenni. Lega e Forza Italia, non riescono ad autogestirsi. Chi per un verso e chi per un altro.

I ragazzotti del “capitano” danno l’impressione di una allegra compagine che gode del vento che tira. Seppur in assenza dei “presupposti”. Innanzitutto del fondamentale, per chi vorrebbe guidare una pubblica amministrazione: avere maestri o insegnanti che, formatisi all’interno del movimento, siano in grado di trasmettere esperienze e conoscenze. Rappresentativo il fatto che i due che si sono potuti permettere l’esborso di oltre 4mila euro, per partecipare a sei lezionicine alla scuola leghista di Milano, Paolo Frigato e Fabio Benetti, siano stati insigniti come “Magister Artium” e promossi. Il primo, seppure in extremis, presidente di AS2, il secondo commissario del partito a Rovigo. Ciò la dice lunga. Se queste sono le “eccellenze”, estratte tra le dita di una mano, e che si alimentano consultando persone di esperienza esterne alla Lega, il quadro è completo.

Nel partito di “Forza Silvio”, invece, le teste e le esperienze esistono eccome ma, oltre che datate, confliggono con l’immagine. Che, volenti o nolenti, aggiungiamo anche “purtroppo”, oggi conta. Dalle foto che ci vengono trasmesse dai giornali, vicino al gazebo per la raccolta firme, o spaparanzati in riunioni nella sede cittadina, traspare una tragicità. Un senso di crepuscolo. Nell’espressione delle otto-dieci facce, proiettate all’ingrasso, sempre le stesse, si coglie una percezione di decadenza. Malinconia. Che mi pare di leggere anche negli occhi penetranti del commissario provinciale, onorevole Cortellazzo, mentre li osserva. Mi auguro che queste foto non arrivino alla visione di “...Mi consenta...”, che in passato ha pubblicato “ il manuale” del candidato, dove sono contenute indicazioni che vanno dal look a tutto il resto. Le foto rodigine, considerata la sua età, potrebbero essergli fatali.

Non voglio nemmeno affrontare il manipolo “di Presenza Cristiana”, sono certo che, vista la gravità, lo farà direttamente Gesù Cristo.
Cari concittadini, capite perché il nostro caro sindaco può, in base all’esperienza sopracitata acquisita, gestire il sostegno della compagine come un “maestro”? Si dice che “... a carnevale ogni scherzo vale...”. Vedremo se nelle nove domeniche che precedono la Settimana Santa, assisteremo alla resurrezione di Bergamin. In attesa del miracolo, non ci resta che presenziare alla sfilata delle mascherine.     

PS: Da Salvini si dice sia partita la telefonata. Nonostante Bergamin e Rovigo gli abbiano procurato fastidiosi mal di pancia. Tanto che all’ultimo congresso ha rischiato di non diventare segretario della Lega. Perché era stato inserito Bergamin nella sua lista, ma non era in possesso dell’anzianità di iscrizione al partito, richiesta dallo statuto. La lista concorrente di Fava, capitanata in Polesine da Fabio Benetti, presentò ricorso presso il tribunale di Milano chiedendone l’esclusione. Solo al fotofinish venne respinto. Nonostante questo grave sgarro subito, il “capitano” non vuole perdere l’unico sindaco di comune capoluogo che la Lega ha oggi in Italia, Rovigo. Correndo il rischio di scimiottare la Padova di Bitonci. Stop, quindi, alle strategie del neo commissario cittadino, Benetti. Così non va, caro commissario Dorio, deve aver detto. Mettili tutti in fila per nove, i soldatini, e che ubbidiscano. Capitano, sono rimasti solo in sei sette, gli avrebbe risposto. Immediata è partita la reazione: commissariare il commissario del commissario. Schierando in campo il numero uno del Veneto, con l’ordine tassativo: “Da Re, pensaci tu”.       

 

Roberto Magaraggia 
Civica Rovigo

Articolo di Giovedì 14 Febbraio 2019

Condividi ora la notizia con i tuoi amici

Oggi in Cronaca

La tua opinione conta!

Contribuisci alle discussioni quotidiane con gli altri utenti di RovigoOggi.it