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GRUPPO BACHELET ROVIGO

Andrea Borgato va a firmare la sfiducia: "Prima vanno a casa ed andiamo ad elezioni e meglio è"

Mancano 5 firme per mandare a casa il sindaco e l’amministrazione targata Massimo Bergamin. In ogni caso il gruppo politico aderisce con il proprio consigliere comunale per evitare qualsiasi dietrologia, anche se non risparmia qualche precisazione

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ROVIGO - Andrea Borgato, presidente del Gruppo Bachelet e consigliere comunale, oggi andrà a firmare la sfiducia al Sindaco e lo avrebbe già fatto se impegni di lavoro e le note vicende di cronaca mercoledì non lo avessero bloccato per ore alle porte della città. 

"Lo farà a nome del nostro Gruppo - scrive in una nota stampa il gruppo politico Bachelet - perché viviamo un’epoca in cui la “disinformazione” regna sovrana, ma come abbiamo scritto nel nostro documento dopo l’ultima assemblea, l’opposizione senza le firme di chi dice ora di non volerne saper nulla di Bergamin, non ha la forza dei numeri. E lo si è sempre saputo.

Non era, comunque, nelle potenzialità dell’opposizione consentire di andare al voto con le europee. Quindi era meglio la mozione, i numeri ci sarebbero stati e il dibattito in consiglio comunale avrebbe riportato nella sede naturale il confronto politico, ma tant’è, una opposizione che non è mai stata unita ha dimostrato anche in questo frangente tutta l’incapacità e l’inadeguatezza che denunciamo da anni.

L’iniziativa delle firme si è rivelata per quello che era fin dall’inizio: una inutile farsa, peraltro organizzata in modo "inusuale" e senza alcun confronto con la convocazione dal notaio arrivata per whatshapp. Operazione fallimentare sin da quando è stata pensata, perchè oltre a non avere tutti i numeri dei consiglieri di opposizione (Rossini e Masin si sono sfilati) e pur avendo recuperato gli indipendenti Borella e Goldoni, per arrivare alla fatidica quota di 17 firme per far cadere il Sindaco ne occorrono ben altre 5 da recuperare nella maggioranza… Mission Impossible! 

Ma nonostante tutte queste evidenze, abbiamo deciso di aderire per evitare qualsiasi "dietrologia" o accusa postuma, ben consapevoli che per qualcuno nel Pd, l’iniziativa serve solo per ricercare una “verginità politica” perduta per connivenza con la maggioranza e il Sindaco.

Comunque qualche precisazione va fatta. Infatti, dire le cose come stanno ci ha procurato l’accusa di dividere il fronte dell’opposizione, come è stato detto anche dopo il nostro convegno del 26 novembre scorso. Si tratta di una sonora sciocchezza, buona solo per la propaganda. Infatti, l’opposizione unita, come detto, non c’è mai stata e non certo per colpa del Bachelet che all’opposizione c’è sempre stato. Probabilmente occorre chiedere altrove.

Infine, appaiono imbarazzanti le deduzioni della consigliera Romeo di mercoledì scorso: se Virna Riccardi, segretaria Pd del circolo di Rovigo, si dimettesse da Asm SpA non aiuterebbe il Sindaco perché il problema è il posto da presidente di Duò, anzi farebbe chiarezza politica e sarebbe una scelta dignitosa. Inoltre, con Paolo Avezzù non c’è mai stato e non ci potrà mai essere alcun accordo, come è ben detto nella nostra nota del 3 febbraio in cui diciamo fra l’altro: “Caro Paolo, ... Riteniamo che il futuro della città non dovrà passare ancora per le tue mani, perché tante sono le responsabilità anche amministrative che porti sulle spalle.” 

In ogni caso non ci sorprendiamo perché sappiamo che alcuni nella lotta politica usano anche l’arma della disinformazione e oggi sempre più spesso.

Resta il giudizio netto ed estremamente negativo nei confronti di questo sindaco e della maggioranza. Prima vanno a casa ed andiamo ad elezioni e meglio è per Rovigo. Anche l’indecoroso spettacolo di questi giorni lo conferma, tutto centrato su equilibri e poltrone, con un sindaco che fa finta di venire da “Marte”. Lo diciamo da tanto tempo questa è la peggiore Amministrazione mai vista e occorre preparare l’alternativa unendo le forze di chi è stato vera opposizione.

Per questo invitiamo ancora una volta sindaco e maggioranza a dimettersi dando fine a questa vergognosa commedia e consentire il voto con le elezioni europee. Ma purtroppo siamo certi che rimarremo ancora una volta inascoltati".

Articolo di Venerdì 15 Febbraio 2019

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