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BADIA POLESINE (ROVIGO)

Il ricordo vivido e forte di monsignor Businaro vale un parco 

A Salvaterra il giardino davanti alla piazza e una lapide all’interno della chiesa sono stati dedicati all’ex parroco della frazione, presente anche il vescovo Pierantonio Pavanello 

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BADIA POLESINE (RO) - Con l'intitolazione del parco pubblico antistante la piazza della frazione e l'apposizione di una lapide nella chiesa locale la comunità di Salvaterra ha voluto ricordare Alfredo Businaro, parroco della frazione dal 1943 al 1971. Un'iniziativa sottoscritta da oltre 100 persone, organizzata nel giorno di San Valentino (patrono di Salvaterra). "Vogliamo commemorare monsignor Alfredo Businaro - ha detto il parroco don Alex Miglioli - per il suo servizio, la sua presenza generosa e la sua dedizione profusi al servizio di questa comunità per 28 anni". Il vescovo Pierantonio Pavanello s’è detto felice nel vedere così tante persone riunite nel ricordo del compianto pastore. 

Roberto Moretti, principale promotore dell'iniziativa, dopo aver ringraziato i presenti e coloro che hanno contribuito al buon esito della cerimonia, tra cui i due sindaci in carica durante il servizio di monsignor Businaro, Vielmo Duò e Gastone Fantato ed i nipoti dell'ex parroco Morena, Maria e Luigi, ha ricordato commosso l'importanza della figura di don Alfredo leggendo alcuni passaggi della lettera che Businaro scrisse per congedarsi dalla parrocchia; un esempio di pietà  sacerdotale, operosità silenziosa ed azione pastorale intelligente . "Non ho avuto l'occasione di conoscere monsignor Businaro – ha detto l’attuale sindaco Rossi - ma vedo che la partecipazione odierna dice tutto sul legame che lo legava a questo paese.”

L’assessore Fabrizio Capuzzo ha, infine dichiarato: “Abbiamo voluto ricordare questa figura di buon pastore che ha accompagnato la crescita di questa nostra comunità dal dopoguerra agli anni del boom economico. Era doveroso che l’amministrazione si facesse carico di questo impegno, perché una comunità che non ricorda non può avere alcun futuro”.

Ugo Mariano Brasioli

Articolo di Sabato 16 Febbraio 2019

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