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INQUINAMENTO ADRIA (ROVIGO)

Fanghi Coimpo, il dovere morale di fare chiarezza per l’incolumità dei cittadini

Incontro in Comune con i proprietari dei terreni oggetto di indagine per gli sversamento dei fanghi della Coimpo. La richiesta dei sindaci è chiara e a tutela dei cittadini

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ADRIA (RO) - Se i proprietari dei terreni non lo faranno, come richiesto dai Carabinieri Forestali, spetterà agli enti preposti procedere con le analisi, con un lievitamento dei costi non indifferente. Riunione in sala consiliare del Comune di Adria, invitati tutti i proprietari dei terreni interessati dagli sversamenti dei fanghi della Coimpo di Ca’ Emo, operazione che ha portato ad una colossale inchiesta coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Venezia (LEGGI ARTICOLO). 

Presenti all’incontro l’Arpav, l’Ulss, la Provincia ed i Comuni di San Martino, Villadose, Papozze, Adria e di Gavello rappresentato dall’assessore Lorenzetto e dal consigliere Zagato, oltre agli agricoltori presenti in sala.“Voglio prima di tutto ringraziare il sindaco Barbierato di Adria - commenta il sindaco di Gavello Diego Girotto - il quale ha promosso tale evento e condotto in maniera chiara ed esaustiva l’argomento trattato.

L’incontro programmato e svolto, si prefiggeva lo scopo di invitare tutti quei proprietari di fondi oggetto di spargimento di fanghi, alfine di invitarli in maniera bonaria ad effettuare in proprio, e sottolineo in proprio, delle analisi, per verificare la presenza di sostanze inquinanti e dannose per la salute e l’ambiente.

Tale invito è stato proposto con lo scopo di effettuare tali controlli e ravvisare la non presenza di inquinanti, nell’interesse sia degli stessi diretti interessati, che per i sindaci dei Comuni chiamati a rispondere sotto l’aspetto della responsabilità civile e morale”.

Se tali controlli non saranno effettuati dai diretti interessati, questi saranno eseguiti dagli Enti preposti quali Arpav e Ulss, ed i costi risulterebbero di gran lunga superiori, rispetto a quelli che dovrebbero sostenere per proprio conto i proprietari.

Tali controlli consisterebbero (con la metodologia prevista da un protocollo) nel prelevare dei campioni di terreno (un prelievo ogni 5 Ha) e farli analizzare da un laboratorio certificato e titolato. I prelievi andranno fatti alla presenza di funzionari Arpav, i quali provvederanno a conservare per eventuali verifiche anche un loro campione prelevato in contemporanea.

“Vi è da precisare che non esiste, come affermato - specifica il sindaco Girotto -  una normativa chiara di riferimento in merito e che come ribadito dall’Ente Ulss. Si è in attesa di una risposta relativa ad un’interrogazione inviata al ministero della Salute preposto.

Come ribadito dai sindaci di Adria, San Martino e la Vice di Villadose, tale richiesta sui controlli in via bonaria, è stata dettata sulla scorta di un provvedimento emesso dal Corpo Forestale in sede di indagine, dove sui terreni interessati è stato ravvisato un illecito e per quanto tale, da parte dei Sindaci vi è il dovere come detto morale e civile di fare chiarezza.

Si vogliono tranquillizzare i cittadini tutti, che con molta probabilità e come auspicabile, il tutto si risolverà in un nulla di fatto, sia per il tempo trascorso dai fatti sia per le quantità effettivamente sparse. Risulta doveroso come proposto con “le buone”, o con “le cattive”, se le prime non saranno messe in atto, effettuare tutti i controlli possibili al fine di salvaguardare la nostra incolumità ed il nostro territorio”.

Articolo di Sabato 16 Febbraio 2019

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