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CASTELNOVO BARIANO

Il pittore Nino Vincenzi regala un quadro gigante al Comune

Il Municipio del sindaco Massimo Biancardi si arricchisce di una opera pittorica imponente che invita al dialogo in sala consiliare

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Castelnovo Bariano (RO) - Sabato 16 febbraio nel pomeriggio un folto pubblico si è radunato in sala consiliare in quanto l'artista massese ha fatto omaggio al Comune di un quadro gigantesco destinato ad una parete della stessa consiliare. Le dimensioni, compresa la cornice, sono imponenti: m. 2,20 di lunghezza e 2 di altezza. Il sindaco Massimo Biancardi ha fatto gli onori di casa, sottolineando che “quest'amministrazione ha sempre favorito incontri, conferenze, iniziative, locali e non, un bel fervore a vario titolo. Ringrazio il prof. Nino Vincenzi per il suo bel dono, come hanno già fatto altri artisti”.

Nino Vincenzi, massese doc, classe 1947, ha insegnato una vita discipline pittoriche all'istituto statale d'arte di Castelmassa, ora liceo artistico Bruno Munari. “Le arti figurative - osserva - sono parte della mia vita tanto che pittura, scultura e grafica mi hanno maturato nel tempo. Nel 1963 il mio primo quadro, un autoritratto, e da allora sino ad oggi ne ho firmato circa 700, oltre a una quarantina di sculture. Possiedo un noceto di 4.000 metri quadrati e là vorrei creare un bosco di sculture”.     
Nino Vincenzi ha spiegato il quadro intitolato Il discorso. “Ho seguito - ha osservato - l'esempio dell'amico scultore Natale Calesella, che ha già donato a questo Comune sue creazioni. Il mio quadro, ospitato in questa sala consiliare, è popolato di persone e sono proprio le persone che danno vita a questa sala. Di notte scrivo racconti per cui mi rapporto con il mondo e la presente opera è un racconto che si fa pittura. Le figure umane hanno in genere un rapporto con questo territorio. Ho cercato di rappresentarle dopo aver scattato loro qualche foto, chiedendo ad ognuno di immedesimarsi nella parte di chi si sorprende, senza curare troppo la somiglianza”.

Una figura che parla, proiettando l'ombra sul piano orizzontale, tutte le altre sembrano sospese. Due libri dalle pagine bianche, molti fogli a pervadere lo spazio, ”parole da riscrivere per dirci del mondo che verrà”. Ragazze, una marocchina, un ragazzo barbuto pensieroso, un distinto signore in giacca e cravatta, ”mio compagno di banco negli anni '60 all'istituto d'arte di Castelmassa”. Animali, una bambina in posizione centrale... ”Il titolo è attribuito a ciò che non è visibile, a ciò che deve essere ancora scritto. Non è quindi attribuito - ha concluso il pittore massese - a ciò che è rappresentato ma a ciò che provoca la rappresentazione: il discorso”.

Alla fine applausi, strette di mano, complimenti per l'artista da amici, estimatori e cittadini, molti da fuori. Il rinfresco offerto dalla Pro Loco ha concluso l'originale evento.
Articolo di Domenica 17 Febbraio 2019

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