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ROVIGO VERSO IL VOTO NEL 2019

Bergamin: l'importanza del non fare nulla

Il sindaco di Rovigo non intende muovere un dito ed aspetta di disinnescare la crisi facendo passare la settimana nell'inerzia totale

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ROVIGO - Massimo Bergamin è un sindaco senza maggioranza (LEGGI ARTICOLO), ma è ancora sindaco per la paura che paralizza la maggioranza dei consiglieri comunali eletti. Non la sua maggioranza, che non c'è, ma la maggioranza assoluta dei consiglieri che, al momento, non hanno ancora firmato le proprie dimissioni per interrompere la ridicola e pericolosa situazione amministrativa che sta vivendo, da tre settimane, il comune capoluogo.
E questo è un fatto certo, perchè se non lo fosse il consiglio comunale sarebbe già sciolto a maggioranza, ma così non è, quindi almeno una firma manca all'appello.

Tra chi non ha ancora firmato c'è chi ha paura delle conseguenze, vedi i consiglieri della Lega in caso di dimissioni, ma c'è anche chi ha paura degli elettori e tende ad evitare di andare al voto troppo presto, ovvero a maggio di quest'anno, oppure c'è chi non vuole firmare perchè è impegnato nel sostegno del sindaco, fino alla fine, costi quel che costi.
Tutto il resto sono chiacchiere, qualche credulone che ci casca si trova sempre, ma pensare che un consigliere preferisca il nulla attuale, o i disastri vissuti negli ultimi anni, ad una prospettiva che potrebbe essere diversa, è pura fantasia.

Esclusivamente di queste paure si alimenta l'azione amministrativa di Massimo Bergamin che non si è dimesso, non si dimetterà e che al momento non fa nulla. Non fa la giunta più volte promessa, non alza la testa da sotto la sabbia dove l'ha nascosta, almeno fino al prossimo 24 febbraio.
Anche lui ha paura, di andare a casa, e per paura non muove un dito che possa essere interpretato come una provocazione.


"Il sinndaco è irreperibile" oppure "il sindaco rimane a casa" dicono in Comune, fino a quando? "Fino alla prossima settimana - comunica il presidente del consiglio Paolo Avezzù - e se sarà ancora sindaco farà la sua giunta".

Forte delle debolezze altrui Bergamin attende, confidando nell'assenza di coraggio, ma anche se il "piano" funzionasse, con quale spirito si potrà pensare di andare avanti in una condizione di lacerazione così conclamata?
Ma peggio ancora, se un giorno qualsiasi dalla prossima settimana in avanti Bergamin ed il consiglio dovessero andare a casa, come faranno i consiglieri che rassegneranno le dimissioni a convincere i propri elettori che lo hanno fatto per il bene della città e non per il loro personale tornaconto?


Dall'estero ci guardano e si pongono delle domande. Dalla Svizzera un cittadino lancia una petizione (LEGGI ARTICOLO)
Articolo di Mercoledì 20 Febbraio 2019

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