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ECONOMIA VENETO ROVIGO

Stefano Barrese incontra le imprese del Triveneto

Da Intesa Sanpaolo una nuova spinta per espandere la presenza delle Pmi a livello internazionale e sostegno alle operazioni di finanza strutturata. Nel 2018 erogati 7,1 miliardi di euro al territorio, + 4,6% rispetto all’anno precedente

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PADOVA – Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, ha incontrato a Padova presso la sede di Intesa Sanpaolo numerosi imprenditori del Triveneto per illustrare le nuove iniziative della banca dedicate alla crescita e allo sviluppo internazionale delle imprese. Erano presenti anche il direttore regionale Renzo Simonato e il capo economista Gregorio De Felice.

Durante l’evento sono state illustrate le quattro direttrici su cui si concentra l’attività di Intesa Sanpaolo a supporto della crescita delle imprese: internazionalizzazione, innovazione, capitalizzazione e sviluppo. Su questi temi si sono confrontati i partecipanti della tavola rotonda, Massimo Pavin, presidente e Ad Sirmax, e Remo Pedon, presidente Pedon, e i numerosi imprenditori ospiti con interventi rivolti a far emergere da un lato le esigenze delle pmi e dall’altro le risposte della banca.

Nel corso del suo intervento Gregorio De Felice ha presentato un’analisi condotta dalla Direzione studi e ricerche di Intesa Sanpaolo sullo stato di salute delle small e midcap italiane, cui si deve il 50% delle esportazioni manifatturiere italiane, e che rappresentano un fattore chiave della competitività italiana e della maggiore diversificazione di prodotto rispetto ai nostri principali competitor internazionali quali Cina, Germania, Spagna, Francia, Regno Unito e Stati Uniti.

Grazie al fitto tessuto di relazioni sui territori e nelle filiere, il modello italiano è stato in grado di reggere l’impatto della forte pressione concorrenziale delle economie emergenti: nel tempo, infatti, il suo saldo commerciale si è rafforzato ed è salito a 90 miliardi di euro, collocando l’Italia al quinto posto nel mondo e al secondo in Europa.

Un contributo determinante è venuto anche dalle imprese venete che, tra il 2008 e il 2017, hanno accresciuto del 23% il valore delle loro esportazioni, con un aumento di 11,5 miliardi. I settori che hanno trainato la crescita sono stati la meccanica, l’agroalimentare, l’occhialeria, il biomedicale e la filiera pelle. Da una indagine di Intesa Sanpaolo condotta indirettamente sulle imprese, emerge che in Veneto nel prossimo biennio una impresa su dieci inizierà ad esportare, mentre le imprese venete che già esportano più del 20% sono attese mostrare un rafforzamento della penetrazione commerciale dei mercati esteri superiore alla media italiana.

Il Veneto occupa una posizione rilevante nell’ambito dell’economia nazionale, non solo per vocazione manifatturiera e propensione all’export con valori che superano quelli medi tedeschi, ma anche per la fitta rete di imprese distrettuali in grado di creare la quasi totalità del saldo commerciale manifatturiero (15,7 miliardi di saldo commerciale nel 2017 pari all’86% del totale manifatturiero) e ottenere importanti vantaggi competitivi in termini di qualità del prodotto, flessibilità produttiva, personalizzazione e creatività di progettazione. 

In generale negli ultimi anni è emerso un nucleo di soggetti vincenti tra le piccole e le medie imprese italiane che ha puntato su un insieme di strategie evolute in termini di internazionalizzazione e innovazione. In un contesto come quello attuale, in cui iniziano ad affiorare segnali di rallentamento dell’economia, occorre rafforzare ulteriormente i fattori alla base di questi successi. In particolare va vinta la sfida delle nuove tecnologie di digitalizzazione e la trasformazione industriale in chiave 4.0, che richiede mirati investimenti e una maggiore integrazione con i centri di ricerca del territorio. Il Veneto appare ben posizionato potendo sfruttare la presenza di una meccanica evoluta e la possibilità di interagire con il locale polo Ict. Dovrà però potenziare maggiormente la propria presenza nei settori ad alta tecnologia legati non solo alla meccatronica e all’aerospazio, ma anche a tutti i campi delle life science che presentano un elevato potenziale di crescita. Saranno cruciali in tal senso gli investimenti immateriali, la formazione e il trasferimento del “know how” interno alle aziende alle nuove generazioni.

Intesa Sanpaolo conferma il ruolo di motore dello sviluppo dell’impresa italiana, contribuendo ad accrescere il valore del Made in Italy nel mondo. Nel corso del 2018 nel Triveneto sono stati erogati a famiglie e imprese finanziamenti a medio a lungo termine per 7,1 miliardi di euro, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha una presenza consolidata in circa 40 Paesi e copertura in 85 Paesi, grazie ad accordi di collaborazione con altre banche. Le imprese italiane che intendono affrontare percorsi di internazionalizzazione, direttamente o attraverso le proprie consociate all’estero, trovano nelle strutture di Italian Desk presso le filiali all’estero, la consulenza di specialisti dedicati al supporto finanziario e alle necessità di Trade e Cash Management. E’ stata inoltre rafforzata la collaborazione con SACE (gruppo CDP) con la sottoscrizione di tre accordi, volti a una crescente cooperazione nell’accompagnare le aziende in ogni fase del processo di crescita internazionale.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo vuole essere al fianco delle PMI per sostenerle al meglio anche in momenti di discontinuità e di cambiamento importanti anche nell’ottica della digitalizzazione offrendo attività di supporto alle start up e di sostegno ai programmi di innovazione delle imprese attraverso Intesa Sanpaolo Innovation Center e le strutture specialistiche di Mediocredito Italiano.

La crescita dimensionale è un altro elemento necessario per il successo delle PMI italiane. Per questo motivo Intesa Sanpaolo, che da sempre ha tra i propri obiettivi quello di accompagnare le imprese italiane verso la crescita, si è dotata di una struttura dedicata alla Finanza Strutturata e all’Advisory per le PMI, che, grazie alla sinergia tra le società controllate Banca Imi e Mediocredito Italiano, risponde alle esigenze strategiche e finanziarie complesse che emergono nel panorama delle imprese con fatturato fino a 350 milioni di euro, ossia del perimetro della divisione Banca dei Territori.

Grande attenzione anche agli elementi intangibili delle imprese: il Programma Filiere è una forma di credito innovativa che ha reso possibile l’accesso al credito ai fornitori che costituiscono la filiera produttiva delle aziende di eccellenza del Made in Italy, offrendo loro la valorizzazione dell’appartenenza alla filiera nella valutazione del rating, con lo scopo di migliorare le condizioni di accesso al credito e la certezza dei pagamenti. Nel Triveneto hanno già aderito circa 90 aziende capofila con complessivi 10.600 dipendenti e circa 1.000 imprese fornitrici per un giro d’affari globale di 6,4 miliardi di euro.

Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori Intesa Sanpaolo: «Il ruolo di una grande banca è quello di sostenere il sistema economico del Paese erogando credito in ogni fase dell’economia, anche nelle più delicate e Intesa Sanpaolo lo ha sempre fatto. Ora è importante fare un passo in più per proporre soluzioni che vadano oltre il credito guardando al futuro del Made in Italy e al suo sviluppo nel mondo. A sostegno alle operazioni di finanza strutturata abbiamo creato dei team dedicati in Banca IMI e Mediocredito Italiano. Il Triveneto, in particolare, si conferma ricco di aziende con ottime prospettive sui mercati e che hanno saputo in questi anni investire nei capitali, nell’internazionalizzazione e nella crescita dimensionale anche attraverso percorsi di formazione mirati, a conferma che il Nordest è un territorio fondamentale per lo sviluppo economico dell’intero Paese.”

Articolo di Mercoledì 20 Febbraio 2019

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