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AMBIENTE POLESINE ROVIGO

11 comitati ambientali si coordinano contro l'invasione occulta di rifiuti e gli allevamenti intensivi

Insieme sono tantissimi e non potranno essere ignorati dalle amministrazioni alle quali chiedono soprattutto trasparenza. Cittadini arrabbiati perché non si sentono tutelati nel principio di precauzione e prevenzione della salute

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ROVIGO - Tutti per uno e uno per tutti. Stop al Polesine terra di conquista per discariche, smog, inquinamento di acqua e falde, “terra ospitale” di allevamenti intensivi e di esalazioni odorigine fastidiose. Nei paesi oggetto di insediamenti impattanti per l’ambiente, come Villadose e Corbola, i cittadini hanno raccolto o stanno raccogliendo firme per fermarli chiedendo tavoli democratici di consultazione, istanze che in molti casi non vengono considerate. 
E’ anche per questo che è nato il coordinamento dei diversi comitati ambientali del medio e basso Polesine. 

La conferenza stampa di presentazione si è tenuta a palazzo Nodari nella mattinata del 21 febbraio. Sono 11 i comitati sottoscrittori, l’auspicio è che si aggiungano anche quelli dell’Altopolesine, con l’obiettivo di fare massa critica nei confronti di chi, nei singoli sperduti comuni del Polesine, non si attenga alla trasparenza e alla comunicazione con i cittadini e contro chi, riferendosi alla Provincia di Rovigo, prosegue imperterrita a concedere autorizzazioni ad attività. La cronaca di questi anni ha messo in evidenza autorizzazioni rilasciate prive di adeguate e valide fideiussioni, vedi il caso Coimpo e Consorzio Rsu, o senza approfondire sufficientemente il quadro ambientale ed industriale e comunque in maniera non trasparente; senza contare il pericolo incombente di nuove trivellazioni che nel passato hanno arrecato i danni già noti.
 
Legge per tutti il comunicato condiviso Lucia Pozzato di Terre nostre di Villadose. “Sono nati in questi ultimi anni diversi comitati locali che si propongono di opporsi alle iniziative che mettono a rischio un territorio già di per sé fragile; ma questi singoli comitati si scontrano con potenti interessi economici non sempre trasparenti
 
Siamo qui per comunicare che è nato un coordinamento tra diversi comitati ambientali del medio-basso Polesine, al quale speriamo si aggiungeranno altri comitati dell’alto polesine. Essere insieme e lottare per gli stessi obiettivi ci dà una grande forza e crea una massa critica non indifferente di fronte a chi sta compromettendo il nostro territorio.
 
Ci siamo ritrovati per il primo incontro formale a Villadose proprio perché quel paese più di altri rappresenta tutte le fragilità che minano una comunità locale dal punto di vista ambientale, sanitario ed economico”. 
 
Sul caso Villadose Barbara Businaro (Terre Nostre) batte seria: “Se il sindaco Gino Alessio è così disponibile al dialogo come afferma gli porremo domande precise alle quali risponderà con precisione: quali rifiuti vanno in discarica, quanti rifiuti, quali codici. Noi abbiamo il timore fondato che si possono inquinare le falde, per cui a subirne le conseguenze sarà tutto il territorio e non solo i villadosani”. Pozzato incalza: “I bambini del polo scolastico e dell’asilo nido di Villadose sono privi di uscire dalla scuola per la puzza, i maestri li tengono al chiuso perché l’aria è irrespirabile. Perché i bambini sono privi di stare all’aria aperta? Cosa respirano i nostri piccoli?”. 
 
Nel confronto tra i rappresentanti del comitato emerge che a Corbola, dove hanno a che fare con una procedura di insediamento di uno stabilimento di polli intensivo in stato avanzato, “non riusciamo ad avere nessuna risposta dall’amministrazione” come spiega Valerio Forsato del comitato Ambiente Corbola, “sta succedendo tutto senza che noi sappiamo nulla”, mentre a San Martino di Venezze il confronto con sindaco e amministrazione è diverso, “abbiamo trovato un supporto e per noi il confronto è stata un’esperienza positiva, nel massimo della trasparenza” spiega Crivellin di San Martino in salute, anche ad Adria l’amministrazione di Omar Barbierato ha risposto in maniera collaborativa.
Da Papozze la testimonianza arriva dal comitato No Biogas: “C’è stata una conferenza dei servizi per l’impianto che smaltisce tutta la pollina del Veneto in Provincia, quindi distante dal paese, in modo che non si sapesse nulla” spiega Piermarino Veronese. Anche gli spargimenti dei fanghi Coimpo non fanno dormire sonni tranquilli né a Papozze, né a Villadose, “i raccolti di quelle terre sono stati venduti e mangiati, senza sapere cosa vi fosse stato sparso”.
 
“Le nostre acque e l’aria che respiriamo subiscono infatti un notevole impatto ambientale cumulativo. Esistono regole precise, ed esistono i principi di precauzione e prevenzione, che per una pubblica amministrazione dovrebbero essere il faro che illumina tutte le scelte in campo ambientale. Ogni azienda che decide di investire deve farlo nel massimo rispetto del territorio e di chi in quel territorio vive” spiega ancora il documento di presentazione.
 
Vanni Destro, memoria storica dei comitati ambientali e di quello che nel 2010 ostacolò fortemente la trasformazione a carbone della centrale Enel di Porto tolle, “ci aspettiamo misure più forti e radicali nei confronti delle aziende che vengono a “conquistare” il Polesine. Dobbiamo insieme dire no alle decisioni prese dall’alto senza considerare l’opinione dei cittadini”.
 
Chiude la carralleta degli interventi Ivaldo Vernelli, consigliere comunale di Rovigo, “la situazione dello smaltimento di fanghi è ormai insostenibile e non sanno più dove buttarli. Non mi toglie nessuno dalla testa che durante l’emergenza acqua accaduta a Rovigo, quando fu sospesa l’erogazione dai rubinetti per 48 ore a causa di livelli elevatissimi di manganese e ferro, qualcuno non abbia approfittato del momento eccezionale del maltempo per sversare in Adige ciò che non poteva essere sversato da nessuna parte. Peccato che dall’acqua dell’Adige dipendano 300mila persone che quell’acqua se la bevono tutti i giorni”. “Colgo l’occasione per rispondere al sindaco di Villadose, nonché presidente del Consiglio di bacino, Gino Alessio. Io non cerco visibilità politica dal momento che non mi ricandiderò più, non ho detto alcuna calunnia. Sia lui a dirci quali inquinanti ci sono nelle falde, quali rifiuti in discarica. E che dia delle risposte ai comitati e anche in consiglio di bacino”.
 
Gli altri comitati aderenti sono Ca’ emo nostra, Comitato per l’articolo 32, Legambiente Adria, Comitato in difese dell’ospedale di Adria, Comitato Pontecchio pulita, Pezzoli con la puzza sotto il naso e Gaia Adria.
Articolo di Giovedì 21 Febbraio 2019

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