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CADUTA DEL SINDACO ROVIGO

E' finita. In 22 mandano a casa Bergamin

Appuntamento alle 21 in Municipio. Si presentano tutti i leghisti meno due, buona parte della maggioranza e della minoranza. Alle 21.16 il sindaco diventa ex

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ROVIGO - Alla fine a far cadere il sindaco Massimo Bergamin sono ben in 22, uno per ogni giorno in cui il capoluogo è rimasto paralizzato per la decisione del primo cittadino di licenziare tutti gli assessori. Questo la dice lunga su quanta condivisione abbia in questi giorni maturato Bergamin, dopo due incontri fiume con i suoi vertici regionali e nazionali che avevano promesso ritorsioni nei confronti dei firmatari.
Giorni di agonia per Rovigo, pieni di proclami e promesse, annunci, disattesi, di giunta ed una sola certezza dalla bocca di Massimo Bergamin: "Io non mollo". Tutta la città sapeva dell'avvio di raccolta firme dal notaio, ma capire chi sarebbe stato il diciasettesimo a firmare, era più difficile che vincere alla lotteria di Capodanno. Giorni in cui i rodigini si sono scandalizzati per tanto indugiare da parte dei consiglieri, a parole tutti contro il sindaco, nei fatti pronti a far saltare, nell'anonimato dello studio notarile, l'operazione. Le "careghe" promesse, i favori ventilati, i vantaggi personali, ovvero qualsiasi possibile soluzione per ricomporre il vaso rotto, sono stati battuti dalla dignità degli eletti.

Sono stati 22 i consiglieri dimissionari, si sono superati tutti i problmei legati al numeri. C'era più affluenza alle dimissioni che non in consiglio comunale, più volte convocato in seconda battuta, proprio per garantire il numero legale.

L'appuntamento in Municipio alle 21 nella serata del 21 febbraio è molto affollato.

A dare le dimissioni è stato tutto il gruppo Lega, Fabio Benetti, Luca Gabban, Nicola Marsilio, Stefano Raule, Andrea Denti, Giancarlo Andriotto; più gli ex leghisti indipendenti Matteo Zanotto e Daniela Goldoni; l'indipendente Alberto Borella, il consigliere Francesco Gennaro dei M5s, Ivaldo Vernelli di Italia in Comune, la capogruppo del Pd Nadia Romeo, con i colleghi Mattia Moretto, Giorgia Businaro ed Andrea Borgato del gruppo Bachelet; i tre consiglieri della lista Menon Marco Bonvento, Mattia Milan e Silvia Menon; gli Obiettivo Rovigo Luca Paron e Carmelo Sergi, Silvano Mella di Presenza Cristiana, e Vani Patrese di Forza Italia.

Fondalmente tutti coloro che nel tempo avevano maturato mal di pancia, repressi a suo tempo a fin di bene, e che oggi sono scoppiati in maniera deflagrante. Fatale. 
Articolo di Giovedì 21 Febbraio 2019

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