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PORTO VIRO (ROVIGO)

La richiesta è di una città accessibile a tutti

Per Roberto Luppi chi ha problemi di deambulazione o è cieco, è impossibilitato a girare tra marciapiedi utilizzati come parcheggi e barriere architettoniche sempre più pronunciate

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PORTO VIRO (RO) - “Occorrerebbe una cosciente volontà politica per affrontare nella città di Porto Viro il problema dell'abbattimento delle barriere architettoniche, stanziando le risorse necessarie. Una volontà che nascerebbe solo se gli amministratori si mettessero letteralmente nei panni di una persona costretta su una carrozzina, di un cieco o di un anziano, e si facessero un conseguente esame di coscienza”. 

L'ex assessore Roberto Luppi, su richiesta di un amico con problemi di deambulazione, ha fatto un giro per  capire cosa si prova. “Percorrendo in sedia a rotelle un tragitto per andare al mercato, in qualche negozio, oppure in qualche bar (impossibile andarci), che si compie tutte le mattine, ci si renderebbe conto di come sia difficile scendere dalla macchina per poi superare un gradino e soprattutto con una enorme pericolosità per se stessi e per gli automobilisti, scendere da un marciapiede (marciapiedi usati come parcheggi), affrontare la difficoltà di una breve salita, o la pericolosità di una rampa in discesa, o l'attraversamento  pedonale e i vari marciapiedi disconnessi. Anche andando in posta con gli occhi bendati si capirebbe quanto siano importanti i segnali acustici, la presenza di corrimano e l'assenza di piccoli dislivelli sulla strada”.

“Al sindaco e ai consiglieri basterebbe poco. Girare la propria città nelle condizioni di chi ha difficoltà a camminare, di chi è non vedente, oppure sordo. L'impatto con la dura realtà sarebbe immediato e molto più comprensibile di qualsiasi relazione tecnica”.

“Una volta affrontato questo "Safari" a caccia delle barriere architettoniche della città, propongo al sindaco e alla giunta - esclama Roberto Luppi -  uno studio per nuovi parcheggi, sistemazione degli attuali attraversamenti pedonali (es. Via Marconi) e una pianificazione per abbattere tutte le barriere esistenti, usando la vasta legislazione in materia, dove esistono già norme e strumenti, destinando ad esempio, una quota degli oneri di urbanizzazione che il comune incassa, oppure, facendo domanda alla Regione Veneto che può contribuire fino al 50% alle spese.

Articolo di Sabato 23 Febbraio 2019

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